vite accantonate

Le mie vite accantonate non hanno accumulato lacrime per divani tiepidi. Le lettere si sono sovrapposte senz’essere mai spedite. Eppure un momento senza tempo, simile alle fisiche stellari, ha generato emozioni, le ha tradotte in parole per poi spegnerle, incespicando alla fine, sull’ impotenza del mutare incomprensioni. Altre volte il percorso è stato baldanzoso e l’inutilità l’ha interrotto prima di scivolare in una cassetta postale. Allora le parole, han chiesto asilo ai miei cassetti, ora zeppi di significati destinati a me solo. Così ho esercitato il potere di dire e non comunicare, sottraendo speranza e allungando le braccia lungo i fianchi.  Non per paura, ma perseguendo il principio secondo cui la materia di cui son fatti i sogni alla fine risponde alla realtà. M’è rimasta la sensazione che la scrittura avesse già luce sufficiente per dirimere le angustie.

Ma non sempre è bastato…