…Polifemo, gli fece la grande domanda: chi sei?, Odisseo, diede l’unica risposta possibile.
“Io? Io sono Nessuno.”
Negando se stesso affermò il proprio potere.
Odisseo aveva già compreso che il vero potere sta non nel mostrarsi alla luce, ma nell’essere confinato nell’ombra e da lì muovere i fili di ogni cosa, comandando.
Intuì poi che l’altro grande potere sta nel saper raccontare bene i fatti, omettendo ciò che è necessario omettere e insistendo laddove l’ascoltatore, o l’ascoltatrice sentiva vibrare le corde del proprio animo… ma questa, questa arte del racconto, è tutta un’altra storia del suo magnifico talento individuale…
Davide Enia: Rembò
Fandango libri
Il potere reale, l’occultare l’importanza, usare il profilo basso, l’apparire senza nome, con il suo contro altare apparente del dire attraverso il meccanismo della fascinazione, nel raccontare rendendo sensibili i fatti. Dove per sensibili significa mostrare la loro rilevanza per chi ascolta.
A chi può essere chiesto di mostrare l’intero oggetto percorrendolo intorno minuziosamente? Il gusto del dettaglio è la luce che illumina l’insieme, lo rende fruibile e interessante. Mani delicate per oggetti fragili, i fatti per l’appunto.
Sorgono domande capitali su cui si può solo pensare senza pretese: cos’è la verità? e perchè abbiamo bisogno del fascino?