del commuoversi per nulla

Sarà perfettamente naturale, ma il fiorire del rosmarino in questi giorni mi commuove. E mi rende contento la nuvola di profumo del timo, dell’ultimo basilico e della santoreggia, appena mossi con la mano.  C’è un parlottare basso di foglie mosse dal vento, ed un suggerire che non tutto è fatto di forza, che quello che resta nasce dal contrasto momentaneo e dalla pazienza. C’è una profonda differenza nel placarsi nella natura ed, invece, cercare di accordarsi con essa, ascoltarne il respiro. Anche se attorno le case mostrano l’inizio dell’inverno e il verde di città è rado, la vita è più forte di sempre. Ciò che non è uomo, è lentezza, determinazione, accanto a furie che si placano. Un dire che è fatto di rumori forti e moltissimo, naturale, silenzio. Il silenzio ha più forza dell’urlo. E più disciplina.

Ieri parlavo delle parole e del silenzio, nel commento di Nicoletta c’è il ricordarmi che polemos è madre fertile, e che il silenzio è il rifiuto del contrasto, quindi sterile in sé. Io credo nella forza del silenzio, nella sua violenza e disciplina, esercitata su sé prima che su altri. Nel silenzio c’è una forza comunicativa che si modula e che contempla tutto il dicibile: il rifiuto, la riprovazione, la meditazione, l’accoglienza, l’accettazione. Il silenzio è un contenitore che si riempie di significato e di paure, è la misura della sicurezza e del dubbio.

Non essendo un monaco, non pratico il silenzio come privazione, mi tengo la parte dell’ascolto visto che le parole fanno molto parte della mia vita. Per necessità, per scelta parlo più di quanto vorrei, perché non riservare a chi conta l’intera gamma del dire, ovvero tutti i significati. Di questi il silenzio è una presenza forte, intensa di sentimento. anche quando è distanza, sofferenza, cerca di comunicare e stabilire un ponte. Mi piacerebbe a volte, avere l’energia, la pervicacia  che le persone abituate al confronto, alla competizione, mettono nei rapporti, ma non sono io. Sono poco portato alla competizione, ho abbastanza forza per difendermi, ma alle mie regole. La scorciatoia di mettere tutto nelle parole e nel confronto di queste, è peculiare di questi posti, in fondo si tratta di un dialogo traslato dove c’è comunque un dominus. Questo significa che si accetta di rispondere a tutto? Non nel mio caso.  E non per evitare il contrasto, ma perché sarebbe un contrasto ineguale, dove alla fine l’ultima parola l’avrei comunque io. Preferisco altri mezzi per parlare con la velocità del confronto. Per me questo è un luogo di lentezza, anche quando si parla dell’ultimo avvenimento. Altri preferiscono altro, guardo, mi interessa, ma non sono io. Il fatto è che cerco di assomigliarmi anche qui e che il silenzio, fa parte del mio modo di vivere. Stranamente lo esercito di più con le persone a cui tengo, al telefono mi chiedono se ci sono. Credo dipenda dalla necessità di rendere importante l’interlocutore, di confrontarmi davvero con quello che mi sta dicendo. Probabilmente c’è un atteggiamento snobettino in tutto questo, un sentire che sono importante a me e che le mie regole valgono. Accettare le regole dell’altro è già un ridurre quello che si è. Stabilire il campo, le regole comuni, dev’ essere fatto prima del confronto. Il mio post precedente, riguardava poco il silenzio e molto il mio rapporto con le parole, riflettere su come uso l’assenza di parole è una sollecitazione di cui sono grato. 

Ci penso, magari in silenzio 🙂 e poi vi dico.

Forse.

p.s. forse è utile dirlo, sono anche un po’ dispettoso. Allegramente dispettoso.

11 pensieri su “del commuoversi per nulla

  1. Bellissima descrizione….le parole sono necessarie ma penso che il silenzio spesso sia preferibile…..addirittura indispensabile. Ti auguro un buon inizio settimana!

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  2. sempre scuole rigorosamente maschili fino all’università: una tristezza abissale e acne trionfante 🙂
    Fuori scuola giocavo al dottore, ma guarivano subito

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  3. Che incubo dev’essere litigare con te! Non dai soddisfazione…
    Il silenzio è una bomba, in certi momenti.
    (mi innervosisco al solo pensiero….)

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  4. Sicuramente il “silenzio” ha più forza dell’urlo anche se non credo sia una questione di disciplina ma solo di natura.Almeno per me molto congeniale come l’urlo nella gioia che mi scoppia e,anche lì non c’è nè educazione nè disciplina che lo possa trattenere.Il “rosmarino! Io ne ho una pianta robusta e alta perchè ha messo delle radici chedifficilmente si potranno sradicare.Non mi commuove perchè so che c’è e con semplice naturalezza mi regala come io gli dono il mio sguardo che si illumina quando gli do il buon giorno e la buona sera prima ch’io mi ritiri nel silenzio pieno della mia notte.Ciao insigne scriptor,Bianca 2007

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