Delle delusioni potrei fare un fascio, e sarebbe impossibile da spezzare. Ma c’è luce dentro di me, se una lama di bujo da troppo tempo, scava .
La prova è ritrovare il senso della luce. Quella che basta e non soddisfa.
Del mio tempo, ai nemici non lascio nulla.
Certamente non il rancore, perché il resto ricevuto, sarà reso secondo il mio star bene.
Per gli amici, ormai così pochi, il tempo mio spesso è noioso. Come biasimarli, costo fatica.
Punto su ciò che ho e ritrovo luce lineare in questa solitudine che si prepara.
Via, via. Camminare nel suo raggio.
Se scuotere la polvere aveva un significato terribile un tempo, non era un rassettare d’armadi e pavimenti.
Adesso del passato abbandono solo la sua abitudine iperbolica.
Via, via uscire dalla zona di grigio feltro dove le passioni diventano ossessioni.
Tornare per andare. E non fermarsi.
Amare notti fatte di parole, acini staccati nel bujo, orecchi attenti alle sfumature, silenzi avvolgenti come abbracci.
Ma non chiedo.
Non chiedo mai, e preparo una lotta che comincia da me all’alba.

Anch’io non chiedo mai. E adoro la luce…il resto lo lascio per strada 🙂
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