obi mantra

 

 

Difendermi dagli entusiasmi sbocciati senz’ attesa o ragione.

Devo.

Capire un prato che rifiuta fiori di bulbo, ed erba troppo pronta al vento.

Devo.

Cercare quel barattolo di grigio oleoso ,

sentirne il senso e la trementina, che satura l’olfatto.

Devo.

Con fiduciosa ignoranza lasciare che il mondo

nuovi colori regali agli occhi sazi.

Devo.

Difendermi dalle note perdute,

e dal mio strumento bizzarro ed usato.

Devo.

Del muto cantare, essere cantore

in stanze ricche di legno e d’echi.

Devo.

Scrivere la malinconia e la gioia,

disseminando segni su rosse pietre di cotto.

Devo.

Stropicciare trame di tessuto e di tempo tra le dita,

ripetendo rosari laici vuoti di parole.

Devo.

Ricordare a me stesso le cose mai più viste,

ed attendere che nuove, riaccadano.

Devo.

Difendere lo spazio del mio ballo tra necessità e ventura,

gli oggetti senza oggetto,

il tintinnio, il sogno, il desiderio, una nuvola d’agrumi e la scia di rosso che sento.

Devo.

Sentire il nuovo che intreccia i suoi fili

e ridiscute la vita anche mia.

Devo.

La forza, la pazienza, l’acuita sensibilità, la misericordia che esercito su me, il sentire e l’essere.

Mantenere e crescere,

devo.

 

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.