ulisse ultimo

Una persona di buon carattere e di pessima testa, ignorante per indolenza, abulico in attività costretta. Francamente noioso, come tutti quelli che macinano in testa pensieri che poi fatalmente indossano. Dalla noia di sé non si esce. gli altri si possono abbandonare, ironizzare, irridere, ma lasciare noi stessi è quasi impossibile. Quindi tanto vale accettarsi, non prendersi sul serio se non in ciò che davvero conta, tenere il lati buoni sempre a disposizione e quelli cattivi, ben a bada. Il lessico della testa esigerà qualche spiegazione pubblica aggiuntiva, mai dare nulla per scontato, mostrare i propri vizi per quello che sono. Un indolente è indolente per scelta, anche l’ignoranza non è nè vizio nè indole, è casomai da governare. Rifuggire l’invidia, questa sì. Cominciando da quella del pene, ovvero, con i suoi pensieri, tenersi il proprio. Anche sugli aggettivi cominciare a tracciare la propria mappa, meglio pochi e non svalutati dall’eccesso d’uso. Aborrire i diminutivi, buttare al macero le parole di moda e i modi di dire. Parlarsi francamente per quanto si può in questo bar dove gli avventori alzano sempre la voce. La riservatezza fa parte d’altro, ma la paura di dire non è riservatezza, è paura di mostrarsi. Qui sono vestito, per le nudità bisogna passare in altri contesti.

Ma di tutto questo viaggio, mi resta un’idea fissa: è un apprendistato alla capacità di amare.

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