quello che gli uomini non dicono

Giorgio ha sollevato un tema ostico agli uomini , ovvero dell’amicizia tra maschi e di come questa potrebbe essere,   http://fruttidistagione.blogspot.com/2011/02/lamicizia-tra-maschi.html

 

                                                                                                                   

Attorno al tavolo ci sono otto persone, equamente ripartite tra uomini e donne. Il pesce e il vino sono ottimi. Le donne si sono raggruppate su un lato, si sente che parlano con confidenza, potrebbero essere a pranzo da sole. Sull’altro lato gli uomini incrociano i discorsi, i temi sono i soliti: le auto, il lavoro, le vacanze, qualche aneddoto. Alla fine chiedo ad una delle donne com’è andata. Mi risponde: bene, abbiamo mangiato bene ed è stato bello stare assieme, avevamo tanto da raccontarci. Penso che io mi sono annoiato a morte ed ancora una volta mi riprometto di non accettare più questi pranzi, perché  oltre il cibo, non ne vedo né gusto, né utilità.

La differenza tra generi (anche se è sempre stupido generalizzare), credo stia nel fatto che le donne parlano direttamente di quello che sentono e di come lo sentono. Gli uomini parlano di quello che vedono, di come questo corrisponda al loro ruolo e filtrano secondo utilità nel dire. Insomma gli uomini non parlano di sé e quindi di sentimenti, mentre le donne lo fanno.

In fondo è facile parlare d’auto, di moto, di viaggi, di lavoro, di donne, di vini e di orologi, ma scendere in quello che si desidera davvero, parlare di sentimenti, di tristezze ed allegrie è difficile perché questo ci ridimensionerebbe, denudandoci. Od almeno così ci è stato insegnato.

Si tratta quindi di un pudore indotto, di un non mostrarsi veramente per non essere vulnerabili. Le nudità esigono fiducia altrimenti subentra la vergogna. Credo che gli uomini parlino raramente di amore e di quello che gli provoca, ma anche delle proprie gioie o disperazioni parlano poco. Piuttosto mostrano, accennano, ma non dicono.  Spesso neppure alla donna a cui tengono davvero, dicono fino in fondo, come se l’amarla includesse anche questo tratto del tenere per sé per proteggere.

La discesa nel profondo, la mia testa la raffigura come una scala a chiocciola, c’è il motivo della spirale e il discendere soli, oppure in due regolando il passo differente e ammettendo l’altro. Dipanare la spirale, ricondurla a linea retta esige forza ed indica un percorso. Qui non faccio più distinzione di genere, per far questo occorre volontà, pazienza ed amore. Ci si può fermare molto prima, ci si può accontentare, ma il possibile, il grado alto del comunicare e del condividere esige questa discesa nel proprio infero e poi la fiducia del dire, sapendo d’essere ascoltati. Credo che ogni uomo, scottato dalla superficialità indotta nel genere, si chieda se ne vale la pena. E pian piano acquisisce la consapevolezza che il ruolo lo porta alla solitudine, all’essere solo per sé vero, perché la sua verità in divenire non ha orecchie amorose. E’ possibile cambiare questo modello sociale, è possibile portare la comunicazione verso al qualità così naturale espressa dalle donne? Non lo so, credo sia difficile, credo riesca meglio tra un uomo e una donna, credo che i diversi, ovvero quelli che vorrebbero questa possibilità di vivere più intensamente si dovrebbero riconoscere. Finora la psicologia, e la sociologia, hanno riconosciuto i processi, hanno aggiustato traiettorie, ma una possibilità alternativa di normalità più alta non è stata proposta. Hanno lasciato ad altri il compito di coprire il possibile e l’interiore; alla religione per esempio. Se nascesse un modo laico, attento all’uomo, di portare innanzi la riflessione sul sentire, il mondo sarebbe migliore e più libero. E l’eccezione cesserebbe di essere tale.

 

 

Ne avevo già scritto, non ho cambiato idea:

https://willyco.wordpress.com/2009/11/04/linvidia-della-vagina/?preview=true&preview_id=3779&preview_nonce=41dc9b1b67

20 pensieri su “quello che gli uomini non dicono

  1. argomento molto interessante, e sono d’accordo con te.
    ho degli amici molto cari a cui interessa che io stia bene.
    quando ci si vede o ci si sente vogliono che io parli, che io racconti.
    che io apra il mio cuore.
    difficilmente loro fanno altrettanto. anche se a volte stanno male e ne sentirebbero la necessità. c’è qualcosa che glielo impedisce. il pudore, per l’appunto. la paura di mettersi a nudo. a volte riescono a farcela scrivendo. tramite la parola scritta è più semplice. senza guardarsi negli occhi.

    "Mi piace"

  2. ad una cena si parla del più e del meno
    essenzialmente si cazzeggia…
    però è vero che le donne parlano con più libertà di quel che sentono, anche se si incrociano per pochi minuti, per strada

    a due, invece, il discorso cambia
    è possibile intendersi, confidarsi, aprirsi: ci vuole fiducia reciproca, ma gli uomini che ho conosciuto (e amato) lo sanno fare molto bene
    bisogna saper ascoltare l’altro, accoglierlo, avvolgerlo
    insomma, ci si apre con chi dimostra di avere cura di noi
    non è sempre e solo questione di genere

    "Mi piace"

  3. a me piace parlare con gli uomini, alle volte li trovo rilassanti. le donne sono impegnative, sempre. anche quando si parla di cose lievi. ad una cena con maschi interessanti io starei con loro. ad ascoltarli, che quando una donna li ascolta i maschi la smettono di mostrare il loro pisello e tirano fuori le idee. ciò non toglie che adoro le cene con le mie amiche, ma tra noi, senza maschi.

    "Mi piace"

  4. Si, certo, era solo un pranzo, in altri momenti ci si mescola, e gli argomenti spaziano, dal cazzeggiare alla filosofia, dalla politica alla cronaca, fino al personale. Ma poi ci si ferma. Ha ragione WW, questi incontri scontri si fanno a due, è questa la dimensione ottimale. Poi se si debba essere omologhi di sesso o meno lo stabilisce il grado d’amicizia. Per quanto mi riguarda, non faccio testo, mi sono sempre trovato meglio con un’amica donna per parlare del sentire. Con i miei amici maschi comunque l’aspetto competitivo emerge e mostrare il colore dell’anima diviene difficile. Se penso al mio passato di amicizie maschili vedo grandi mangiate, bevute, risate, dispute politiche, sociologiche, scientifiche, ma di ciò che eravamo davvero s’è parlato poco.

    "Mi piace"

  5. Caro Willy,
    parto da una considerazione statistica: i commenti al tuo vecchio post che hai citato e anche quelli relativi a questo post sono stati tutti scritti, mi pare, da donne. Come mai nessun maschio ha lasciato una traccia?

    In vent’anni che faccio lo psicoterapeuta, raramente mi sono capitate pazienti-donne che non sapessero cos’era e non dessero valore all’interiorità, mentre parecchi maschi non sanno cos’è e/o ne hanno una paura folle, come di una cosa aliena e incontrollabile. Pensano che andare a parlare con uno psicologo significhi farsi plagiare, farsi mettere in testa idee strane. La psiche per loro è una nebulosa, un buco nero (…)

    Noi maschi diamo il meglio della nostra capacità relazionale con le donne perchè in generale ci piace cercare di sedurle e loro, quando sono interessate, ci favoriscono, anche perchè spesso siamo così sprovveduti in materia che non ci accorgiamo che il gioco lo conducono loro e lo portano dove desiderano.
    Tra maschi, invece, la difficoltà di relazione attraverso il sentire, viene clamorosamente a galla, sempre salvo eccezioni.
    Abbiamo paura e siamo poco pratici della materia, quindi preferiamo cambiare strategie e puntare sulla fisicità, quando madre natura ce lo permette o sul potere, quando abbiamo deciso di impegnarci seriamente in quella direzione.
    Giorgio

    "Mi piace"

  6. Caro Giorgio, qui commentano sempre pochi uomini, forse dipende dagli argomenti trattati oppure dalla scrittura, comunque sia vedo che se una donna parla di sentimenti, di interiorità, i maschi intervengono. Mi verrebbe da dire che esiste un femminile, una specie di ferormone dedicato a questo ambito che specializza per cui è naturale che una certa sensibilità venga da una parte e non dall’altra. Ci speravo in un tuo commento, umano e professionale come sai fare. L’argomento della seduzione è un ulteriore apertura sul diverso modo di trattare per genere, il rapporto con l’interiore, esteriorizzandolo e portandolo su una sfera competitiva molto più congeniale all’idea di sé che si porta il maschio come ruolo sociale. L’interiore tal quale è come certi vini vinificati in purezza che hanno bisogno di essere affinati per trovare il loro carattere vero. Non voglio svincolare,mi riporto alla tua domanda iniziale: perché non emergono queste qualità e soprattutto perché non vengono scambiate tra uomini. Credo che un elemento forte sia nel fatto che non sono state socialmente considerate qualità maschili e perché il loro affermarsi porterebbe ad una femminilizzazione dell’immagine di sé. Cosa che piace alle donne, magari, ma non agli uomini, come fosse costantemente prevalente la componente di attrazione sessuale a regolare la comunicazione. Mi riporto al tuo invito sul far emergere il sentire, anche se il leninista che fare, è davvero condizionante. Al massimo possiamo essere noi stessi e cercare altri che sentano con eguale modalità, tenendo conto che gli elementi di condizionamento sociale sono molto più forti dei singoli. Ma si può cambiare, magari senza farne una moda, ci si può riconoscere e differenziarsi se fa star bene.
    Hai aperto un ulteriore tema che mi è caro ovvero quello della seduzione e di Don Giovanni, la riflessione continua. A presto Giorgio
    willy

    "Mi piace"

  7. Vedi, basta dialogare un po’, e di temi ne vengono fuori tanti…
    Io credo che la madre (o il padre!!!) di tutti i problemi sia che nessuno ci ha mai insegnato che in ciascuno di noi maschi c’è anche una parte femminile e che una persona veramente completa e equilibrata la riconosce, la valorizza e ci dialoga.
    E lo stesso vale per le donne. Se questo dialogo interiore non esiste, abbiamo da un lato il macho senza parte femminile o l’effeminato che ne fa la sua padrona. Idem per le donne, che o si virilizzano o diventano tutte gnè gnè.
    E con questo abbiamo complicato ancora di più la questione: capisci come è più comodo pensare che tutte ‘ste robe psicologiche siano tutte balle? Un “vero” uomo direbbe che queste sono chiacchiere da donne.
    Intanto qua i commenti di maschi latitano ancora…
    Giorgio

    "Mi piace"

  8. La donna
    ha per sua naturale predisposizipne,l’intuizipne e, quella,la impiega a capire quello che ,almeno così credo.è un’ovvia diversità rendendola ricchezza d’un complementare .Bianca2007

    "Mi piace"

  9. non vedo l’ora di leggere come un uomo intensa la seduzione, fatta di parole soprattutto

    dai willy, dai, che sono curiosa

    Don Giovanni era un seduttore seriale; ci sono due categorie di seduttori: quelli mentali e quelli “fisici”
    Willy appartiene al primo (più raffinato) gruppo, direi
    o no? 😉

    "Mi piace"

  10. Seduttore mentale? Sembra un complimento 😉
    Grazie.
    Giro attorno a don Giovanni, lo scruto, ne parlo, capisco il suo mito, la serialita’ e la sfida dell’hidalgo. Lo trovi in non poche cose già scritte. Il fascino e il fascinare, tema bellissimo, vediamo che ne esce WW, sarebbe bello un dialogo a più voci su più blog.

    "Mi piace"

  11. Ma Don Giovanni non è un amante delle donne, ma della conquista e del gioco della seduzione. A lui van bene tutte…l’importante è portare a casa un nuovo nome da aggiungere alla famigerata lista. Tu, invece, sembri un amico delle donne. Se ti piace il gioco della seduzione è perchè, prima di tutto, ti piace scoprirle e conoscerle. Sei galante, basta scorrere i commenti…
    No, sei un seduttore di categoria diversa
    a proposito…il tuo diario del seduttore ha il counter? 🙂
    Suggerisco anche una lettura di Kierkegaard…(Diario di un seduttore) ma anche da quello sei lontano, il suo seduttore-tipo è sempre un figuro simile al Don Giovanni

    "Mi piace"

  12. Sono essenzialmente curioso e affascinato dal modo e dalla varietà di percezione del mondo che proviene dalle donne. Di don giovanni mi interessa la sfida, non il suo rapporto con le donne, è abitato da una smania che non è la mia. alza in continuazione l’asticella e non rispetta nulla e nessuno, perso com’è nel suo agire “eroico”, Hai ragione, non gli intessano le donne, sono varietà e numero e modo per esercitare un dominio e una sfida. Ma il mito di don Giovanni è il machismo che abbiamo attorno, non l’educazione al sentimento, ma il superamento del sentimento nei rapporti, l’esercizio fisico mentale. Don Giovanni è così perso in sé che neppure si accorge di parlare con la statua del Commendatore quando lo invita a cena. Ho fatto spesso il parallelo con il Casanova triste di Fellini e del suo spegnersi poco eroico e molto umano.

    "Mi piace"

  13. io credo che se le persone che commentano da Willy sono per lo più donne… dipenda proprio dal suo innegabile fascino. e per gli uomini, non per tutti magari ma per la maggioranza, diventerebbe troppo competitivo…

    (scherzo, dai Willy… forse… chissà…)

    "Mi piace"

  14. Pingback: Il pifferaio magico (non fa prigionieri) | Wildestwoman's Blog

  15. Vabbè, arrivo adesso, ma rispondo alla mia evocazione in quanto “raro esemplare di commentatore uomo di Willy” (e viceversa, a dire il vero).

    Diciamo che almeno statisticamente le cose stanno così, inutile negarlo. In media, gli uomini tengono di più ad una immagine “forte” di se stessi all’esterno. Anch’io, quando voglio passare una serata chiacchierando di cose personali, ricorro sempre ad amiche donne.

    Però, c’è sempre un però.

    Trovo che anche le donne abbiano un atteggiamento vagamente controverso nei confronti di un uomo che si espone. Tra le mie amiche, ce ne sono alcune con cui si ride di noi totalmente alla pari, ma altre che ascoltano, e magari pontificano, senza scoprire mai le loro carte. Poi ce ne sono altre ancora per cui un uomo che mostri le proprie debolezze si può essere al massimo un amico: perché il gioco dei ruoli prevede un uomo “forte” anche per loro.
    In questo senso credo che l’uomo che si espone possa trasmettere ad una donna un senso di spessore emotivo, magari un messaggio di rispetto e parità, ma che non sia in nessun modo il prototipo del “seduttore mentale”.

    (ok, mi sa che lo ha già detto WW, ma lo dico pure io)

    "Mi piace"

  16. Grazie Rob sei amico prezioso, contavo su di te.
    Abbiamo entrambi l’idea che si possa fare, che ci sia la possibilità di un rapporto tra uomo e donna alla pari, che si possa ridere, parlare, ascoltare, e che lasciarsi andare con fiducia implichi comprensione reciproca, magari succede di rado, però succede.
    Sulla seduzione, mentale o meno, ho qualche spizzico d’intuizione, ma credo sia vero che lo spessore emotivo mostrato sia solo parte di una concezione di sé e della fiducia nell’altro a cui dirlo, contando non sia banalizzato. Se questo faccia parte del seduttore mentale è solo un incidente, non credo sia una tattica.
    Infine, sia pure con molta difficoltà, amici maschi con cui parlare davvero se ne trovano e l’ affinità si sente per qualche imperscrutabile motivo. Magari è poco razionale, ma serve ad avere qualche speranza in più.
    Ciao Rob, a presto, spero.

    "Mi piace"

  17. ASPETTATORE
    che non conosco,con Due parole ha fatto la sintesi della “seduzione” che prima o poi porta all’inganno.Perchè senza la partenza dal “sentimento” che via via cresce tutto è mero esercizio di parola per quanto bello possa essere il suo intrecco di suoni.(suoni?…)Forse ma sordi come lo è il tamburo.Appena posso sarò curiosa di scorrere,col suo permesso o senza,la SUA casa virtuale.Non so perchè ma mi ha colpito.Bianca 2007

    "Mi piace"

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.