L’erba, la sera, s’addormenta,
assieme al vento che accarezza la laguna.
E’ borin, han detto dalla riva,
bora gentile, da cenar frittura,
fuori, con la notte attorno.
C’è appena un corso d’onda,
con uno scrollar di chiglia il pensiero s’ è disteso.
Che attendo?
Nulla,
anche i punti di domanda sbiadiscono,
gli esclamativi non li ho mai avuti,
forse vorrei un punto e virgola,
per te, per me,
senza aggettivi, in una sera povera di parole,
seduti in riva all’acqua,
a sfiorare l’aura,
e il pane fragrante di te,
poi nel vento, addormentarsi,
assieme all’erba di stasera.
.
Il punto e virgola è una pausa educata e irriverente insieme. Sospende d’un tempo giusto ma non s’accontenta del punto nè della virgola. Li prende entrambi e se ne frega.
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