Chi glielo ha detto alla quercia, al leccio di spingersi sino alla riva del mare?
Sono cresciuti incuranti del salso, delle mareggiate d’inverno, del sole che toglie umori e dissecca le radici e per convincerli a retrocedere, il vento li ha accarezzati e percossi senza ritegno.
Inutile fatica.
Finchè due anni fa, una tempesta d’agosto, impaurì e spezzò rami grossi come corpi. Nessuno si ferì e fu fortuna. Constatati i danni la vita riprese arricchita dei racconti di ciascuno. Ma per le querce e i lecci, non era mai cessata.
Chi glielo ha detto alla quercia e al leccio di spingersi sino alla riva del mare?
Lo splendore dell’incoscienza.
A volte può essere un rischio, ma forse è un rischio che vale la pena di correre.
un abbraccio
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è proprio lo splendore dell’incoscienza. M. Abbraccio ricambiato 🙂
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Al mare il we, per il momento.
Ma poi farò una settimana a settembre.
Spero…
Poche ferie, mna va bene lo stesso.
La foto che hai visto da me è di Alvarez Bravo (che a me piace tanto)
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fu la risacca notturna a chiamarli, fu il battito incessante del cuore del mare.
e non poterono sottrarsi al richiamo.
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fu la marea che attira e il profumo di salso, i giochi dei gabbiani e i pesci forti di natura. Capire non basta, serve lasciar parlare le verità che abbiamo sotto gli occhi.
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