non capisco

Non capisco la sciatteria, la noncuranza che  allontana.

Ci siamo scambiati troppa confidenza, un tempo si diceva che le distanze servivano per star bene. Un lei è uno spazio reciproco, adesso siamo tutti appiccicati da tu e dal ciao che rende difficile la cortesia che si fa apprezzare. Il campo altrui viene invaso in questo immenso open space e pare naturale sia così, come pare naturale il rifiuto. Tutto abbassato, tutto oltre la creanza. Viviamo in atmosfere condizionate, sempre lo stesso calore estate e inverno, anche nei rapporti tra persone. Sarà così che il rispetto non è più pratica quotidiana e a pochi viene il ricordo che il lei aveva la temperatura della primavera  e il tu quella dell’estate.

Oggi se insisto sul lei sono guardato strano, perchè non si capisce che c’è il dare senza chiedere ed un piacere che nasce solo dall’esserci?

6 pensieri su “non capisco

  1. CREDO CHE LA
    “la sciatteria” come la “noncuranza” allontanino sempre. Provengono da una mancanza di ripetto a sè prima ancora che agli altr.E il rispetto non si impone ed è tutto compreso nella persona.Dal suo incedere,dal suo parlare come dal non parlare e dagli occhi che esprimono prima ancora che il pensiero si sia formato per un “tu” o per un “lei”.Bianca 2007

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  2. Ora, non è per fare la scimmiottatrice professionista, ma per me dare del “lei” è fondamentale. Il mio ex marito sosteneva che fosse freddo, ma ti assicuro che quando dava del “tu” ai camerieri, seppur con estremo garbo, gli avrei fracassato gli stinchi con un calcio sotto il tavolo.
    Sul fatto che, in generale, sciatteria e noncuranza allontanino sempre, purtroppo temo anch’io che sia vero.
    Ma noi, gente d’altri tempi, viviamo come isole stordite in un mare di caos e vociare e gesticolare scomposto.

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  3. concordo con te. mi dà fastidio entrare in un negozio e trovare la commessa che si rivolge dandomi del tu. non dò del tu ai camerieri nei ristoranti, nè alle ragazze nei locali, che hanno la stessa età delle mie figlie..se mi presentano qualcuno uso il lei, ai clienti mai il tu tranne rarissime eccezioni, d’altronde che ci sono andata a fare 10 anni dalle suore????

    e poi, mi piace essere trattata da signora e non da ragazzina vecchia :))

    ‘nite

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  4. a me invece non piace essere trattata da signora, mi sento una ragazzina vecchia, e quindi in genere mi fa piacere se mi danno del tu, e lo ricambio volentieri… ai pazienti do’ del lei, nei ristoranti do’ del lei, a meno che non siano posti “sciolti” nei quali mi danno loro del tu, in situazioni formali, che peraltro evito, do’ del lei. non lo avverto come una mancanza di rispetto, non penso che ci sia dietro questo, il rispetto è altra cosa.

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  5. A parte qui in rete, io per principio do “del lei” a chi non conosco, giovane o anziano che sia, qualsiasi lavoro o ruolo le persone rivestano. A partire dalla donna delle pulizie per finire al dirigente, che hanno la medesima dignità e esigono e meritano lo stesso rispetto.

    E mi urta tanto chi si arroga il diritto di darmi immediatamente “del tu” quando non mi conosce e soprattutto se non invitato esplicitamente. Specialmente se queste persone sono uomini.

    A queste persone mi _ostino_ a dar “del lei” sottolineandolo per bene.
    Non è questione che io voglia essere trattata da signora, non mi interessa, o che io voglia fare la snob o la formale,
    ma lo considero un segno di rispetto, eleganza, cortesia e buona educazione.
    Inoltre e non per ultimo, lo uso quando non voglio che ci si prenda libertà o confidenze che non desidero, insomma per mantenere le distanze che il tu aiuta a diminuire.
    E non è cosa da poco.

    Ah, la sciatteria e la noncuranza sono per me un deterrente che non immagini nemmeno Will, e mi smontano come non mai.
    Esse si percepiscono non appena una persona apre bocca e/o da come si muove, indipendentemente che usi il “lei” o il “tu”.

    Come al solito mi sono dilungata. 🙂
    Ciao ciao Will

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  6. Rispetto, buona educazione, eleganza, basterebbero e se a ciò aggiungiamo considerazione per l’altro, abbiamo un buon piano da cui partire. Poi il tu, se opportuno, verrà, per diminuire le distanze ed abbattere qualche staccionata.
    Condivido tutto.

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