Nuvole. Cumuli immensi sovrapposti, bianchi e grigio scuro, con squarci d’azzurro ininfluente. Nuvole. Mi attraggono, mentre vengo dal sole incontro al brutto tempo.
Se non sono perso a sentieri, il cielo scuro mi affascina ben più dell’azzurro. Mi siedo sullo scalino di casa (e davvero, casa or è dove si vive) e guardo il cielo. La tempesta arriva, con i primi lampi, stagliati sulle nubi nere, nitidi e senza suono. Ancora per poco, poi si scatenerà la furia.
C’è una forza indifferente e terribile nell’aria che ci restituisce la nostra vera, piccola, dimensione. Siamo fuscelli, res nullius, sabbia: sollevati e posati altrove. E se restiamo all’esterno, le nostre passioni e speranze, così grandi ed importanti per noi, a nulla servono. Dobbiamo portarle dentro, difenderle nella nostra casa, fisica o virtuale che sia, perchè continuino ad esistere.
Le nuvole si addensano e scompongono, pioggia e vento, violenti sulle finestre.
E’ aprile, domani il sole ci farà credere che il mondo esista solo per noi. Perchè non lasciarsi sedurre? Stesi sul prato, le nuvole bianche invaderanno gli occhi fino a generare pensiero, apparentemente e finalmente, inutile.
Sono solo meravigliose nuvole. Eppure…