del prestare libri

Sono affezionato ai miei libri e alla mia musica. Il mio possessivo reiterato non è fuori luogo perchè questi oggetti sono il prodotto di un processo mentale di acquisizione, in cui il prezzo pagato non è la parte più importante. Nulla è avvenuto per caso, c’è stato un incontro, una scelta, un dialogo che è iniziato. E poichè capisco che la quantità  di libri e cd accumulata, può essere scambiata dai miei visitatori per abbondanza o disponibilità, spesso devo disilluderli perchè non è così. Ognuno di questi “oggetti” ha un posto nella mia testa, non sostituibile, è il prodotto di un’emozione. Per questo non mi piace prestarli, perchè non hanno lo stesso significato per chi li vuole e soprattutto difficilmente torneranno a casa. Questi no, mi costano fatica, ancor più se c’è insistenza, il ricatto del non ti fidi di me. E’ vero non mi fido, perchè oltre le buone intenzioni finirà come penso e se a volte cedo, è a malincuore. E’ sempre stato così, se posso preferisco regalare i libri comprandoli apposta per chi li apprezza. Raramente regalo qualcosa di mio. Sono libri sottolineati e commentati, è il maggior regalo che possa fare, perchè è un pezzo di me e permette di vedere oltre le parole. Quasi tutti i miei amici leggono, nessuno ha le mie stesse manie, questo è un problema. Le tipologie umane vanno da A. grande lettore che esaurisce l’interesse nella lettura, per cui se il libro è troppo grosso da tenere in mano, lo rompe a pezzi più maneggevoli e poi lo butta, fino  ad M. che ha disperso libri e musica in mezzo mondo, salvo poi dolersi che i titoli e le esecuzioni non si trovino più e mi chiede copie e fotocopie. C’è chi si vanta come R. che tutti i libri posseduti sono stati letti, fino a F. che non perde una primizia e spende metà dello stipendio in libri e ha paura di aprire troppo il libro per non guastare la rilegatura. Nel rapporto con il libro oggetto c’è la raffigurazione di ciò che siamo, le nostre libertà e catene, le storture e la capacità di volare. Il libro è un contenitore di parole, a volte di emozioni, che cambiano chi legge, è un oggetto da introspezione, spesso per solitari. Compensa e nutre, è oggetto di desiderio e rassicurazione, ma solo per chi spende il tempo nella solitudine della lettura e accetta la sua comunicazione a-temporale.

Difficile spiegarlo a chi non condivide, inutile credo, ma comunque non chiedetemi libri a prestito.