per natale

in attesa d’ulteriori notizie, per natale:

  1. chi sono?
  2. dove vado?
  3. cosa compro?
  4. perchè compro?
  5. mi nascondo?
  6. mi metto in mostra?
  7. sarò allegro?
  8. reciterò adeguatamente?
  9. farò l’albero?
  10. perchè?
  11. per chi?
  12. farò il presepe?
  13. per chi?
  14. farò un presepe laico e ci metterò il lavoro al centro?
  15. mi incazzerò per chi muore per lavorare e non mi passerà?
  16. metterò gli addobbi alla porta?
  17. farò sorrisi sinceri?
  18. dirò che mi sono definitivamente rotto di tante falsità?
  19. a chi lo dirò?
  20. penseró solo a quello che mi manca?e perchè?
  21. pensero´finalmente a quello che ho?
  22. mi incazzerò con tutto quello che mi dà fastidio, ma ci sarò comunque?
  23. parteciperò alla ricerca di quello che non c’è mai stato?
  24. cercherò di ricordarmi perchè ero felice?
  25. cercherò di capire come essere felice adesso?
  26. dirò tanti nò e poi ci salirò sopra per guardare il mondo con occhi nuovi?
  27. penserò di più a me e vorrò più bene a chi mi vuole bene?
  28. sarò più tollerante, ma mi indignerò con chi prende in giro le speranze?
  29. cercherò solo la sostanza nei rapporti?
  30. mi farò un regalo senza compromessi?
  31. non farò regali se non mi sento?
  32. non perderò il mio tempo cercando regali inutili?
  33. accetterò di rompere i rapporti con chi non mi interessa?
  34. farò pochi propositi, ma buoni?
  35. capirò che ho un sacco di bene che mi avvolge?
  36. guarderò mio figlio e lo ascolterò con amore?
  37. cercherò di non salvare tutto per paura?
  38. mi guarderò con benevolenza e mi perdonerò?
  39. metterò a posto la casa esterna ed interna?
  40. darò il bene a chi voglio bene?
  41. mi terrò i miei spazi senza sentirmi in colpa?
  42. andrò dove voglio?
  43. mi lascerò abbracciare?
  44. mangerò quello che mi sento, senza obbligo?
  45. preparerò da mangiare per altri con allegria?

Continua, ma di certo, non mi nasconderò finchè passa e sarò me stesso: perchè io sono la mia festa e questo ve lo auguro di cuore, da adesso in avanti.

d’amor sacrilego

d’amor sacrilego

in altrui sguardi

amico,

adagio tenerezze

audaci.

La barbagliata è per me, atto d’amore. Piena di simboli e sapida di gusto oscilla tra Botero e Giacometti. Opulenza di sapori, coraggio d’altezze inusuali. La sferza di caffeina, scivola nella liquida panna verso il cacao ricco di calore. Sono rigorosamente sacrilego nelle proporzioni: un terzo per ciascuno, a simbolo della vita tra erotismo e tenerezza. Da consumar da sola, ma non soli, profittando dell’energia donata.

La notte di caffè e il sole del cacao si collocano nel limes del giorno: al mattino o la sera. Di preferenza. Poi alla passione, ovunque e comunque, il resto.

1/3 di caffè forte e morbido, meglio arabica di tostatura recente

1/3 di panna liquida mai conservata (che amore sarebbe, immutato, a lunga conservazione)

1/3 di cioccolato, almeno al 70% fondente, sciolto piano, a bagno maria, impaziente come l’attesa e pieno al primo gusto

Si parte dal coccolato sciolto e caldissimo cui aggiungere, nel pentolino  la panna ed infine il caffè caldo, zuccherato assai. Mescolando piano e amalgamando le anime diverse. In questo agire, i simboli e la sostanza.

Vi auguro di offrirlo e di riceverlo quanto basta.

Per me, oggi, orifiamma rosso vermiglio sulle mie insegne di battaglia e Dire Straits, Scheherazade di Rimsky Korsakov, Prokoviev in Romeo e Giulietta, Donovan, Liga, gli altri aspetteranno pazienti.

Previsioni: giornata sanguigna da vivere con calma interiore.

Buona settimana a tutti i viandanti.

allegramente inadatti

Quasi tutti allegramente inadatti, ci siamo cimentati con spettri enormi: il potere, l’autorità, l’università, l’economia, l’amore, i sentimenti, la politica. E’ durata due anni (sempre lenti in Italia, a Berkeley era durata 6 mesi) questa rivoluzione, che adesso chiamano borghese, ma è difficile dire che non abbia migliorato la condizione di chi borghese non era. Nel ’70 la parte pubblica della festa era ormai finita e la sabbia era tornata sotto l’asfalto, però nel privato si continuava. Con energia il cambiamento metteva radici e investiva i rapporti di coppia, i modi del fare politica, il lavoro. Diranno che tanti, già in quegli anni sono passati dall’altra parte ed è vero, avevano perduto l’entusiasmo e tornavano nei ranghi. Succede sempre. Solo dopo l’allegria è sfumata in sconsideratezza e il principio del piacere l’ha fatta da padrone.  Magari abbiamo fatto danni, ma davvero siamo più infelici dei nostri genitori? Gloriosamente instabili, a volte vecchi immemori, spesso approssimativi nella contemplazione delle nostre imprese. Eppure resterà traccia di tutto questo, a dispetto dei critici del ’68. Anche se ha fatto bene mia madre a vendermi l’eskimo e il motorino finchè ero militare: erano feticci e avrebbero pesato sul futuro.

buon giorno

Buon giorno a tutti quelli che credono a ciò che gli viene raccontato.

Buon giorno a chi si è scottato e aspetta che passi il dolore.

Buon giorno a chi pensa che la vita ha altre occasioni.

Buon giorno a chi ha perduto un amore e non sè stesso.

Buon giorno a chi si è perduto, ritrovato e cerca nuovi smarrimenti.

Buon giorno a chi è innamorato e non lo sa ancora.

Buon giorno a chi è innamorato, lo sa e pensa che non è possibile.

Buon giorno a chi è innamorato, lo sa, pensa che non è possibile, ma l’idea gli piace.

Buon giorno a chi pensa che la primavera non è distante e intanto si gode il freddo.

Buon giorno a chi non ha avuto paura di cambiare.

Buon giorno a non si lamenta e sorride.

Buon giorno a chi sorride perchè vuol bene senza motivo.

Buon giorno a chi ha un dolore dentro che nessuno capisce.

Buon giorno a chi si sforza di capire.

Buon giorno a chi mi ha insegnato qualcosa e sono davvero tanti.

Buon giorno a chi chiede di essere aiutato e lo sa.

Buon giorno a chi sta bene com’è e non si vanta.

Buon giorno a chi mi sopporta e sono tanti.

Buon giorno a chi non pontifica.

Buon giorno a chi non ha soluzioni e le cerca.

Buon giorno a chi si è svegliato con un suono che ama.

Buon giorno a chi ha voglia di correre a perdifiato.

Buon giorno agli emotivamente ricchi.

Buon giorno a chi si lascia prendere. 

Buon giorno a chi parla chiaramente.

Buon giorno a chi lascia perchè vuole bene.

Buon giorno a chi non si vuole tenere tutto.

Buon giorno a chi è onesto anche se fa male.

Buon giorno a chi mi vuol bene.

cos’è successo?

Alcuni di noi sono nati prima, hanno vissuto carosello come parte rilevante della giornata, avevano l’età giusta con i beatles, hanno girato in solex ed eskimo. Abbiamo pronunciato, un pò stupiti, parole forti. Venivamo da famiglie normali: dove una separazione, un divorzio erano una cosa enorme, una bizzarria da ricchi. Ci hanno educato a fare un passo indietro, ad essere cortesi. Anche nel ’68 il rispetto non è mancato. Cos’è successo, che tutto è diventato relativo, che l’amore non ha più voluto soffrire, che è diventato naturale prendere atto che i sentimenti, le famiglie finiscono. Se n’è andata la pazienza e il silenzio, anche la cortesia è adesso, relativa. E’ tutto così impalpabile, così poco assoluto ed eterno che guardiamo stupiti quelli che sembrano da troppo tempo felici. L’età del relativo, dell’accettazione rabbiosa o supina, che è sempre accettazione. Siamo partiti per essere grandi autori e siamo troppo spesso attori di spettacoli mediocri. Certo prima era peggio, troppa ipocrisia, dolori soffocati con la convenienza che imperava nei rapporti. Con la morte delle ideologie i sentimenti si sono eclissati dall’assoluto. Ma cos’è successo all’amore?

Angela

Mi hai regalato la foto in cui siamo vicini, in fiera: è una giornata di sole e tu sei giovane e bella. Ci siamo per caso, in quella foto, ma siamo stati proprio così per molti anni. Tu che ti guardi intorno, curiosa, mentre io ti sto vicino, sentendo la tua presenza. I momenti bui di queste vite, sono stati talmente condivisi, che pur nel loro dolore hanno sempre avuto la dimensione del sostegno. Volersi bene è stata una risorsa e lo è tuttora, quando gli anni hanno cambiato le esigenze reciproche. Ti guardavo sabato, mentre mettevi a posto le tue cose, perchè al contrario di me, non hai confusioni in testa e le cose, per te, hanno un posto. La tua vita è fluida, ordinata, le abitudini hanno il loro ruolo, ma non sono la vita. Forse questo ti ha permesso di restare giovane dentro e fuori, di governarti nelle esigenze, di imporre la tua personalità. In fondo la giovane ragazza che si è innamorata a 14 anni, non ha mai cambiato idea, sulla vita e sull’amore e guarda benevola il cambiamento degli altri. Mi hai dato tutto quello che potevo desiderare da una madre, le carezze, gli incoraggiamenti, l’educazione, la gentilezza, la severità per rimettere in ordine la testa. Come sai sono apparentemente facile e questo l’hai capito subito. Hai fatto l’unica cosa che serviva: mi sei rimasta vicino, anche quando non capivi e hai cercato di capire per approvare o meno. Ma hai sempre avuto la voglia di approvare quello che facevo. Vivi con l’orgoglio del lavoro ben fatto, della cura della tua persona, della tua indipendenza nel vivere da sola. Ti curi poco del bene che hai provocato e chiedi la disponibilità possibile.  Oggi compi gli anni: sono molti, ma  solo per chi non ti conosce. Ti sento senza età mentre la memoria confonde presente e passato in un’unica cosa bella. Amarti è una faccenda lieve e forte, come un bacio sulla fronte o una carezza tra i capelli. Cose che restano e mi accompagnano, buon compleanno Mamma. 

Non, Je ne regrette rien

  E’ proprio vero, non dimentichiamo nulla, non vogliamo dimenticare nulla. In questo non perdere, credo ci sia la necessità di recuperare quello che di noi è stato collocato nell’altro. Il pezzo di noi, oggi mancante, è stato elargito con generosità, pensando che tra noi sarebbe sempre stato bello, importante, definitivo. Ma l’alternativa, che non riesco ad immaginare, è una vita costruita solo sul precario, senza riferimenti che diano spessore alle cose. Una vita che è solo corsa, senza freni, su un piano inclinato. E adesso, se potete, ascoltatevi Edith Piaf, da soli e magari a luce spenta, con la notte che entra dalle finestre e non nel cuore.

grazie

Grazie a chi legge, grazie a chi passa, grazie a chi capisce, grazie a chi non attende, grazie a chi rispetta, grazie a chi mi parla nell’orecchio, grazie a chi mi sente, grazie a chi mi ascolta, grazie a chi non condivide e me lo dice, grazie a chi è discreto, grazie a chi è ironico, grazie a chi è critico, grazie a chi non c’è, grazie, embè?

LLD

Lost love day, l’unico allucinogeno ad effetto ritardato da festeggiare, magari, domani 6 settembre. Un giorno per gli amori perduti, passati, sprecati. Il giorno del digerito, del tratto di penna, del ricordo-sorriso accennato. Un giorno, in cui l’indulgere sarebbe sbagliato, ma anche pensare che qualcosa non sia stato. Un giorno di rabbia, ma solo uno, per il possibile buttato, giorno di gioia perchè, per fortuna, non è accaduto. Giorno in cui pensare, scordare, telefonare. Giorno in cui guardare, con indulgenza assolversi, di nuovo cominciare. Un giorno per non sprecare altro presente e futuro. Un giorno in cui viaggiare, coccolando ciò che ci pare e prendendo a calci quello che ancora fa male.