del rigar l’aria

Le punte d’indice e pollice, unite, rigano in verticale l’aria, fatta solida d’emozione. A ribadire e sezionare, con metodo, e da un lato sta la ragione dall’altra il torto. Guardo le dita, ascolto le parole, trattengo le domande a cui io solo posso dar risposta. Perchè si cerca ciò che ci rende simili, eguali, e non ciò che ci differenzia? Perchè la stranezza e l’unicità sono devianti ed invece la banalità è normale? Io conosco il movimento delle particelle del mio piccolo universo, so deviare trajettorie, fermare tra due dita sensazioni, ma non lo faccio più, accetto il moto che mi è stato dato.

E quando vedo sezionare con così tanta nettezza l’aria, penso che il caos da sempre è creazione che ci contraddice e costringe a muoverci.