Ho deciso di attaccare seriamente la consistenza della mia cantina. Una collezione di vini che mi ha accompagnato come attenzione al buono in questi anni. Prima la cantina, poi seguirà altro. Fa parte della necessità di mutare abitudini, di tirare una riga. Non divento astemio, semplicemente più parco nell’accumulo. E il dividere con amici, pochi, quanto messo da parte, costituisce un ulteriore piacere. Non sempre è facile. Bere un buon vino al ristorante è un problema di portafoglio, quando si decide di berlo in casa, è un lavoro che investe tempo e amore per chi riceverà il cibo, la sua costruzione, la condivisione, e ciò che lo segue.
Per chi ha poco tempo, il rischio è la fretta, l’approssimazione, il negarsi il piacere di un tempo sospeso, oscillando tra le fatiche del prima e il dopo. Quindi per adesso mi concentro su una scelta compatibile. Minimalista e fatta di sapori, anche per gli amici scelgo molto, ma si eccede sempre così tanto, che lo star bene è un imperativo correlato alla qualità.
Questo è tirare una riga: sapere di aver tempo ed usarlo con lentezza. Assaporando.
Non troverete giudizi sui vini, il vino è al più un mezzo, non un fine. Non per me. Forse parlerò di passi avanti nel sentire, di cose che emergono nello stare assieme per il piacere di starci, del conoscere nuove persone. La riga è questa, stabilire un punto di partenza e poi andare avanti, senza troppi vincoli di passato.

Rò, io ho bisogno di tracciare questa benedetta riga,
Bisogno famelico.
Di vita.
Ma non posso.
Non entro nei particolari.
Non interessano a nessuno tranne a chi li propina.
Ma problemi familiari troppo densi me lo impediscono.
Ti auguro una notte serena
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Ho un’amica che si lamenta sempre di non avere tempo.
Scegliere, sfoltire per vivere il nostro tempo.
Buon vino e buon cibo da condividere con chi ci piace.
Ottimo.
Ciao Willy
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Nella bottiglia l’anima del vino – era di sera –
cantava: “Caro povero uomo, dalla prigione
del vetro e sotto questa rossa laccata cera,
ti giunga luminosa, fraterna, una canzone.
So bene quanta pena, quanto sudore occorra
sulla collina in fiamme, sotto il sole cocente,
perché io abbia un’anima, e la vita in me scorra.
Ma non sarò ingrato, non sarò impudente.
Provo una grande gioia quando soave piombo
nella gola d’un uomo sfibrato dal lavoro:
perché il suo caldo petto è per me dolce tomba,
meglio che in una fredda cantina là dimoro.
Non senti le domeniche punte da stornellate,
la speranza che mi alita nel seno palpitante?
I gomiti sul tavolo, maniche rimboccate,
tesserai le mie lodi, con il cuore contento.
Lo sguardo alla tua donna, nell’amore rapita,
accenderò, a tuo figlio darò forza e colori,
e sarò per quel fragile atleta della vita
l’olio che ben rassoda le membra al lottatore.
In te farò cadere la vegetale mia
ambrosia, raro seme che il gran Seminatore
sparge perché dal nostro amore poesia
nasca e verso Dio salga come un prezioso fiore”.
C.B:
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unisco l’anima del vino e mia, stasera cabernet franc
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E’ meglio una cantina ricca o una ricca cantina? 😉 Spero solo di starci dentro questa tua ideale riga.. notte serena, lo sarà senz’altro il cabernet sa il fatto suo!
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Vero, il cabernet è franc nella sua accezione più suadente, sussurra verità che proseguiranno nella quiete della notte. 😉
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insomma vuoterai la cantina bevendoteli tutti? un tempo apprezzavo il vino ora sono astemia, quasi. mi piacciono però i friulani e trentini bianchi, e ogni tanto me ne concedo un po’ per aperitivo.
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se dico sorseggiando con altri scelti sodali, va meglio?
C’è anche parecchio champagne e bianchi veronesi e friulani, sarebbero ottimi aperitivi, mi hai dato una buona idea, così non devo spignattare 😉
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In questi giorni pensavo a quanto da giovani si tenti di accumulare e poi sia invece un bene sfoltire. Peccato che il coraggio della scelta rimanga una spiaggia camminata da pochissimi. Quasi che fare e avere tutto ci plachi altre più profonde e inquietanti ansie. Sta proprio in quanto fai trapelare di te, Willyco, fare la tua cantina più piccola per regalare un respiro più profondo ai vini che continueranno ad abitarla… A presto, Es.
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