Guardavo i cavédani mangiare le barbe di pioppo sul pelo dell’acqua. Vedevo controluce il guizzo argento diventare dorato di sole e poi sparire un attimo, prima di tornare di nuovo. Senza fretta, in equilibrio di luce, d’aria e di voci con me che guardavo dai gradini sull’acqua. Tutto fuori dal tempo, solo esistere.
E pensavo fosse assoluto.
Assoluto che i pesci si cibassero di niente d’alberi e ragni d’acqua, che quello che mi veniva detto, in quelle aule vicine al fiume, fosse vero, che l’assoluto fosse ovunque. Sparso attorno a noi a piene mani con il ribollire del cambiamento. Assoluto e mutazione, assieme, senza contraddizione, perché tutto fluiva, si rivolgeva di pancia e poi nuovamente pinnava via.
Tutto possibile. Tutto a disposizione. Bastava allungare lo sguardo, la mano, il cuore e poi cogliere assieme il futuro.

Bellissimo affresco impressionista. Mi son sentito di fronte alle ninfee di Monet .
E’ vero, Willy. Ci sono dei momenti in cui l’intorno sembra riflettere insieme a te. E, noto spesso, ciò che assorda è il silenzio . Dei pensieri . Del nulla cui si riduce,in fin dei conti, il tutto.
Da ragazzino mi svegliavo all’alba. Strisciavo sotto la persiana del mio balcone e assistevo al nascere del giorno, e al suo vitalissimo silenzio decrescente. “Le farfalle “in petto,mi sentivo a tu per tu con il miracolo del giardinetto condominiale e dei raggi del sole che filtravano tra i rami.
….formidabili quegli anni!!….
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Abbiamo la fortuna di avere ricordi forti, Bruno, di avere vissuto sentendo di vivere. Importante adesso è dire: formidabili questi anni.
Bella la ricerca dell’alba e della luce. 🙂
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Come sintonizzarsi dentro un respiro unico e assoluto con il mondo che ci circonda. Tutto risuona e sembra perfetto.
Ciao
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belle queste tue righe, mi ricordano un passaggio di Herman Hesse in Siddharta, nel dialogo con il fiume—
le voce del fiume—
molto intenso
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grazie a tutti. Abbiamo bisogno di tempo, di trovare equilibri tra ciò che ci circonda, il passato e il presente. Quando pensiamo al respiro, è qualcosa di ritmico che unisce, distende e rende possibili cose che non avremmo mai nella fretta.
Corro, come tutti, ma da tempo rallento quando posso.
Buona giornata
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Quando il cuore entra dentro le cose che gli occhi vedono..allora vedere l’assoluto è possibile.
Sono ruzzolata per caso nel tuo blog, i tuoi pensieri,dopo, mi hanno affascinata.
Ciao
Vera
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Benvenuta Vera, che bella la parola “ruzzolone”, profuma di gioco e di giovinezza.
Spero torni a trovarmi e che trovi qualcosa di buono. 🙂
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ERA DE MAGGIO
e quasi tutto incantava.
Scrivi come il Rodolfo di Mimì,Roberto e nel forziere entravano solo due occhi belli.Bianca 2007
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