un giorno d’autunno …

 Un giorno d’autunno, pensando all’amore e alla genitorialità, una coppia  gay ha adottato una bambina. Non chiedetemi come hanno fatto, non lo so. I genitori dei due gay, sono felici per questa nipotina e per i loro figli, anche lei è felice. Così mi dicono. E pure tutti gli amici che li conoscono. E lo so per testimonianza diretta. Non è neppure una storia recente e se vi dicessi il nome della coppia, alcuni di voi direbbero: ma li conosco. E aggiungerebbero considerazione a quella che già hanno per loro. 

Ieri, era già autunno e due gay sono stati malmenati a Roma da una banda di ragazzi, perchè si tenevano per mano. Ma storia dell’adozione mi rendeva contento e pensavo che il mondo, comunque, cambierà anche per loro. In meglio.

Ieri dopo il discorso di Ignazio Marino, alla Convenzione del Partito Democratico ho cominciato a credere che una minoranza  puntando sul lavoro, sui diritti, sull’istruzione e la ricerca, sulla nuova politica, possa cambiare il paese. E se non c’è neppure una riga di citazione sul Corriere, che colloca la Convenzione del Pd alle pagine 8 e 9 dopo pagine e pagine dell’Italia che non amo, va bene lo stesso.  Vuol dire che cresce il nuovo e i cerchiobottisti non se ne accorgono e ci saranno giorni da ricordare e avranno il profumo della svolta. Ti ricordi? E’ cominciata in quel giorno d’autunno la consapevolezza che si poteva fare

Per queste increspature nell’aria questo autunno pare propizio e la battaglia meritevole di essere combattuta. Per chi è stato malmenato colpevole di tenerezza, per quella bambina che crescerà in un ambiente pieno d’amore, per chi sente che si possono rimettere in discussione equilibri di 30 anni, per chi non ne può più e sa che la fuga non è una soluzione.

E la pietra scartata dai muratori è diventata pietra d’angolo. Chissà perchè questa frase evangelica mi è venuta in testa, in questo mattino in cui anche la pioggia sembra lavare lo sporco di questa estate.

 

10 pensieri su “un giorno d’autunno …

  1. è bello quello che hai scritto. sa di un’italia diversa da quella che tentano di propinarci una certa televisione e un certo giornalismo. e se è pur vero che una parte d’italia è il grande fratello, è altrettanto vero che esiste l’altra metà, quella di persone come noi, gay o etero non importa, che ha dei valori, che crede si possa faer politica in modo dignitoso, pensando al bene comune e non solo ai propri affari.
    ieri scalfari su rep raccontava di un articolo del direttore del corsera che si scusava con lo psiconano per non essere stato abbastanza servile, abbastana allineato, troppo di sinistra..il corsera di sinistra !!
    lasciamoli cuocere nel loro brodo schifido, e noi pensiamo a costruire una sinistra con un senso..quando saremo pronti andremo allo scontro e faremo piazza pulita di questa gente marcia.

    cristina

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  2. Rò, io domani lo stampo questo post e lo leggo in tutti i momenti di buio.
    Tu, come pochi, hai la capacità di farmi intravedere una possibilità di luce all’orizzonte. Mica da poco…

    non so se avete avuto il piacere di seguire il tg1 di stesera e lo spazio “equilibrato” che è stato dato ai rapprsentanti delle varie testati di giornali… per Rep c’èra il VUOTO… schifio…

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  3. dobbiamo cominciare a pensare che non ci importa lo spazio che ci lascia colui che si crede il padrone, boicottare la rete 1, i prodotti della pubblicità sulle reti mediaset. Ognuno un poco, ognuno senza stancarsi, giorno per giorno. La prossima manifestazione vorrei farla a casa mia, con i miei amici, senza biscotti o torte pubblicizzate, con una focacciafatta in casa, parlando del tempo che ci viene tolto, dei figli senza lavoro, delle cose belle che faremo cambiando un poco le abitudini, leggendo un libro ad alta voce.

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  4. sarebbe bello, sì. sarebbe ora di smuoversi, di cercare di abbandonare questa sensazione che tutto sia perduto…ne usciremo, da questo pantano… forse. perchè ora di segnali positivi non ne vedo molti.

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  5. sai cos’è la cosa più bella che passa da questo come da altri tuoi post?
    è la speranza ancorata alla realtà reale, la speranza consapevole, ché quella sola ha un senso e una possibilità

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