Prigionieri delle convenienze, inani al combattere, all’esprimere le proprie idee, succubi ed attoniti per un delirio che non ha fine. Avevo scelto di non dire, addolorato dallo sbattere in prima pagina, la tragedia di una famiglia, e sentendomi ancor più impotente, perchè quello che dovrebbe essere il mio partito è nuovamente muto e privo d’opinioni di fronte alla realtà. Troppo facile schierarsi con Napolitano, quando si è taciuto per tenere buone le anime cattoliche interne. La chiesa dica, faccia, ma rispetti questo stato che è laico e deve decidere sulla base dei propri ordinamenti. Invece ancora una volta la politica si sottomette, senza distinzione, badando ai sondaggi. Il mio legame con il pd si assottiglia, ormai non c’è scelta tra l’essere fedeli a sè stessi, alla propria storia e al pensiero dell’utilità comune: adesso coincidono e mi allontanano da questa politica. Ma i destini e i pensieri personali sono poca cosa di fronte alla doppia tragedia che interessa questo paese: quella della famiglia Englaro e quella della caduta della certezza del diritto a disporre di sè. Vita e morte sono scelte individuali, lo stato che diventa etico ed entra nelle case, vede le abitudini, interferisce con le scelte fondamentali della persona, non è il mio stato. La libertà di vita è libertà di scegliere, anche quando la vita si deve concludere.
Lo dico chiaramente: non voglio sopravvivere, non voglio cure estenuate, non voglio essere un insieme biologico di cellule, consegnato a macchine e medici. Se dovesse accadere si tolga tutto, idratazione compresa, mi sia conservata la dignità del finire, perchè questo è quello che mi è dovuto e a cui ho diritto.
anch’io, voglio finire presto..e bene..una bella dose di morfina e via. crematemi e spargete le ceneri al vento, che le mie figlie non siano obbligate ad un pellegrinaggio dolente.
sono indignata da tutto questo . dall’essenza del pd, dai cattolici che torquemada non era nessuno al confronto, dell’attacco alla costituzione, al presidente della repubblica..
ho dato il mio voto alla sinistra, nel mio piccolo pago le tasse e quindi anche i loro stipendi : facciano il loro lavoro, come noi facciamo il nostro.
comincino a pensare a come tirarci fuori da questa situazione di merda, e lascino morire in pace eluana.
cristina
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che dire, willy?
che altro dire se non che ono con te, condivido parole e indignazione, rispetto e ultime volontà.
forza, che passa anche quest’onda ripugnante.
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Sottoscrivo in tutto e per tutto.
E batto le mani (io che non sono di sinistra) a quel gruppo di dissidenti di destra che si sono dissociati da certe vergognose esternazioni.
Lo vado ripetendo da una vita, che la vita appartiene a noi, senza ingerenze di stato e chiesa.
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Sono casualmente entrata nel tuo blog e mi trovo a condividere in pieno il tuo pensiero. Anch’io, ieri, ho dato il mio contributo alla questione, scrivendo un articolo nel mio blog: http://giaele.wordpress.com/2009/02/07/death-is-the-road-to-awe/
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