del rigar l’aria

Le punte d’indice e pollice, unite, rigano in verticale l’aria, fatta solida d’emozione. A ribadire e sezionare, con metodo, e da un lato sta la ragione dall’altra il torto. Guardo le dita, ascolto le parole, trattengo le domande a cui io solo posso dar risposta. Perchè si cerca ciò che ci rende simili, eguali, e non ciò che ci differenzia? Perchè la stranezza e l’unicità sono devianti ed invece la banalità è normale? Io conosco il movimento delle particelle del mio piccolo universo, so deviare trajettorie, fermare tra due dita sensazioni, ma non lo faccio più, accetto il moto che mi è stato dato.

E quando vedo sezionare con così tanta nettezza l’aria, penso che il caos da sempre è creazione che ci contraddice e costringe a muoverci.

2 pensieri su “del rigar l’aria

  1. Parli, forse, del gesto tipicamente arrogante degli assertivi che schedano, suddividono e costringono tutti in un catalogo dalle pagine anguste?
    Mi piace leggerti, Willy: riesci ad aprirmi la mente.

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  2. ue, che qui mica abbiamo tempo per rigare l’aria, pettinare le bambole, dare lo smalto ai criceti..qui c’è da combattere, qui fanno cose terribili e tutti zitti..

    eppure li abbiamo votati, anche per fare un’opposizione dignitosa. ma qui di dignitoso non c’è più nulla, neanche morire.

    willy,,’na mossa..che a tirar righe per aria ci pensiamo un’altra volta ehhhh…

    sorridendo, minnie

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