Sono tornato stanotte da Salerno: strade pulite, pullulare di attività, traffico intenso, persone ospitali e buoni clienti per il mio lavoro. Di immondizia nessuna traccia, anzi Salerno è più pulita della mia nordica città.
Nei giorni scorsi ero nel Casertano, anche qui poche tracce evidenti del disastro rifiuti, invece molta preoccupazione nelle persone. La munnezza, mi dicono, è principalmente in alcune parti di Napoli, nei comuni del circondario e in altre località, ma non dappertutto, però seppellisce tutto anche dove non c’è.
Mi ero fatto l’idea dell’intera regione sotto uno strato di rifiuti: non è quello che ho visto e le considerazioni che seguono sono mie impressioni, senza pretese di analisi.
- il disastro è grave e noi vediamo le situazioni peggiori perchè il sensazionale fa più notizia, ma la realtà è composita;
- è in atto un regolamento di conti tra politici locali e nazionali, che parte dall’evidente inefficienza degli amministratori attuali, con l’obbiettivo di arrivare a un cambiamento di governo regionale e locale;
- chi si propone di sostituire gli uscenti è in politica da tempo e spesso ha amministrato, quindi sapeva e non ha parlato nè fatto;
- i danni provocati all’ immagine e all’ economia sono immani. Mozzarelle e verdure si producono, ma prendono origine in altre regioni per essere collocate sui mercati. La provenienza campana non è gradita ai consumatori;
- la Campania è una regione che ha molte attività economiche legate al territorio, tra queste, l’orto-frutticultura, il lattiero-caseario, l’allevamento, il turismo; tutte stanno colando a picco, con disdette di massa per le prenotazioni e le vendite. Un patrimonio costruito con fatica, viene disperso;
- la situazione attuale dei rifiuti verrà risolta in qualche modo, ma ciò che sta emergendo è una regione inquinata da decenni, con materiali provenienti da tutta Italia, che dovranno essere rimossi con bonifica dei terreni: questa è l’immagine vera del disastro destinata a durare ben più dell’attenzione politica e giornalistica;
- la camorra dopo il business dei rifiuti potrà fare anche quello della bonifica;
- se quello che si teme di trovare in Campania è anche in altre parti del Paese, la situazione è ben più grave;
- nella solidarietà una parte dell’Italia è contro un’altra parte, questi giudizi e insofferenze quando si radicano sono destinati a produrre effetti profondi che si pagheranno in altri momenti;
- se non si riesce affrontare collettivamente un disastro, il sistema paese non esiste e questo in un’economia globalizzata non dà speranze;
- la cosa più semplice è mandare a casa chi non ha saputo governare, la cosa più difficile è trovare chi governerà bene;
- bisogna eradicare la camorra e la malavita dalla politica, dall’economia, dalla vita civile della regione.
Per quanto mi riguarda dalla costiera amalfitana al matese le località turistiche sono integre e accoglienti. Ho deciso: quest’anno andrò in vacanza in Campania, poca gente, prezzi bassi e panorami mozzafiato.
vengo anch’io !!!…….e due giorni interi a pompei !!!!!!!!!……concordo con tutto il resto..ho riportato due frasi prese al volo sul giornale di oggi..l’umberto-che-bossi che sbriata al voto o rivoluzione armata (grande l’umberto..abbiamo un nuovo che e manco ce ne stavamo accorgendo), secondo di un tizio importante che a davos ha detto che noi non influenziamo un bel cazzo di niente nell’economia globalizzata..non pesiamo..
cominciamo ad esportare mastella and dini, poi ne riparliamo…
un sorriso grande
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Io sono stata a Napoli all’etá di 8 anni con due camerieri gay, é stata la vacanza piú divertente che io ricordi e di munnezza proprio non se ne vedeva solo paesaggi mozzafiato. La mia nonna era napoletana sarebbe bello tornarci, fa un po’ parte di me, come Roma.
Buona giornata!!!
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