furore e fare

Dal mio esame di coscienza risulta che le mie furie sono quelle dell’uomo pacifico. E’ la collera dei buoni, terribile in sè perchè non passa facilmente e nasce dall’evidenza dell’ingiusto. Non l’anomalia sottile, quasi pm10, ma quella evidente che si seppellisce facilmente nel tanto è sempre stato così, sono tutti uguali, cambia tutto per non cambiare nulla. Poichè questo è un pensiero cinico che non mi appartiene e che considero scorciatoia per non farsi coinvolgere, devo però dare un senso alla furia, altrimenti la spossatezza seguente mi trasformerà in praticante del mogugno.  Da questo deriva l’impegno come una condizione dell’esserci, del non delegare ad altri la mia vita e felicità. Una militanza del vivere, trasformata in fare, secondo necessità e possibilità e senza verità in tasca. Per me, che praticavo l’agire politico, è urgente il partito dei laici. Che chissà se sarà mai rappresentato dal partito democratico. Ma adesso c’è, comunque, bisogno di una formazione politica che persegua la normalità della giustizia e dell’equità, che rispetti il diverso e il debole, che promuova le opportunità individuali e le trasformi in patrimonio comune. Partendo da problemi concreti, ad esempio, dalle spazzature e dal lavoro anomalo e continuando sui diritti e smantellando le caste. Tutto, per quanto normalmente possibile e come pratica quotidiana, senza eccezionalità. L’essere in tanti scontenti che si chiudono nella loro piccola risorsa-riserva non mi basta più.

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6 pensieri su “furore e fare

  1. Belle domande Pgl, cerco di rispondere: credo che ciascuno debba fare ciò che può ed esigere che chi elegge faccia ciò che ha promesso. E controllare il proprio conto corrente di diritti e di cittadinanza, contro scippi e malversazioni. E’ sufficiente esserci, in questo paese e farlo sapere. L’articolo di Barenghi su La Stampa di oggi, ad esempio, riassume bene il concetto di laicità, cosa significa avere una convinzione e difenderla e non calare le brache perchè la Binetti di turno minaccia di votare secondo coscienza. Faccia pure, la senatrice, ma non accetto che la sua coscienza valga di più della mia. La più grande realizzazione che vedo e che costa relativamente poco è che le persone siano coscienti e si comportino di conseguenza. Ieri è morto un co.co.pro di 71 anni in un cantiere, nel varesino, se a 71 anni una persona è costretta a lavorare per vivere, non è questo il paese che voglio e fare qualcosa è togliere il mio silenzio dal coro che non parla più.
    Per quanto concerne il candidarsi di persona, credo sia importante, come è importante sostenere chi può svecchiare la politica. Per quanto mi riguarda ho fatto politica e amministrazione pubblica a lungo e adesso sostengo attivamente chi ha voglia di fare con idee simili alle mie, come sto facendo con alcuni compagni di strada, per ora nel partito democratico. Ma mai come ora, dovunque siamo, sono importanti principi e consequienzialità dell’agire.

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  2. Il tuo è un esame della realtà in cui viviamo molto lucido e concreto. Sono perfettamente d’accordo che piangersi addosso per la delusione, chiudersi nel proprio mondo non serva assolutamente a niente. Solo che non è facile…
    Ti faccio il mio esempio. Io ho difficoltà a “fidarmi” da un po’ di tempo a questa parte. Vorrei che non fosse così, ti assicuro. Ma la realtà è questa. Devo fare uno sforzo immenso per riuscire a credere, davvero, che qualcosa possa cambiare.

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  3. si ma come faccio a far rispettare a chi è stato eletto ciò che ha promesso? prendi Bassolino per esempio e dimmi come si può fare a mandarlo via se lui non ha nessuna intenzione di dimettersi autonomamente pur avendo fatto male il suo lavoro quando era commissario (e anche se continua a negarlo, evidentemente qualcosa deve aver sbaglaito anche lui!).
    allora quello che mi fa indiavolare è sempre la stessa cosa: se io sbaglio qualcosa nel mio lavoro, oltre ad essere licenziata rischio anche a livello penale, perchè ho un superiore più in alto di me e perchè c’è qualcuno che fa da controparte. ora, noi dovremmo essere la controparte dei politici ma non abbiamo nessun potere contro di loro. forse solo il potere di scendere in piazza, ma non è detto che qualcuno ascolti…

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  4. ormai lo spazio per giustificare e trovare sempre una ragione in più è finito. Il problema principale della generazione che mi ha preceduto e della mia è che nessuno vuole mollare l’osso. Bassolino non funziona come commissario: se ne deve andare a casa, a fare un altro lavoro se ha voglia di lavorare ancora. Problemi di pensione non ne ha. Ma questo vale per tanti altri ed è il problema vero della politica: difficile entrarci e nessuna via d’uscita convincente che non sia traumatica. Credo che i grandi siano quelli che se ne vanno senza essere cacciati.
    Mel non hai alternativa a trovare qualcuno in cui riporre la tua fiducia e a controllare successivamente se ti ha preso in giro. Nelle democrazie rappresentative si dice, cinicamente, che il potere torna nelle mani dei cittadini una volta ogni 5 anni, bisogna fare in modo che il potere di controllo venga esercitato sempre. Si chiama riprovazione morale lo strumento che veniva e viene esercitato dalle comunità, accanto alla legge e la norma, ma da tempo è in disuso in politica. Ripristinarlo fa solo bene. A noi stessi innanzitutto perchè evita i bruciori di stomaco.

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  5. Caro Willy
    ti invidio un po’, da che sento che stai partendo per l’isola, non per il lavoro, eh ! non sia mai, ma per il mare e quella terra e gli amici e tutto il resto. Bene, che non ti sia procellosa l’onda ! Intanto noi, qui, ogni giorno alle prese con problemi e notizie deprimenti, che possiamo fare ? Giustamente te lo chiedi anche tu, e cerchi di darti una risposta da vecchio saggio quale ormai sei diventato, con alle spalle anni di impegno e di lotte che non si dimenticano mai, perchè sono per la vita, come la promessa per uno scout. Al riguardo, in tutta onestà, non so bene cosa fare. Non riesco a raccapezzarmi e faccio sempre più fatica a capire. D’altra parte mi sembra, dagli interventi dei tuoi amici, che anche per tanti altri la situazione sia piuttosto confusa. Forse hai ragione tu, quando parli di porre fine al silenzio del coro e di non delegare a chicchessia la nostra vita e la ricerca della felicità, quando ripeti che il vero problema della politica è il ricambio generazionale ed il controllo che noi cittadini dobbiamo sempre esercitare sugli eletti, usando lo strumento della “riprovazione morale” laddove non è sufficiente la legge. Ho paura, però, che i politici “politicanti” se ne strafottano della riprovazione, quand’anche venisse dall’intero Paese (v. il clamoroso successo del libro “La casta”). Essi non sanno che farsi dell’etica. Sono pronti a riempirsi la bocca di paroloni come “valori” o “morale” o “assumersi la responsabilità” o “spirito di servizio” ecc. ma continuano beatamente a razzolare, come sta avvenendo da alcuni decenni in Italia. E intanto, come ricordi, un anziano “precario” di 71 perde la vita sul lavoro ! La cosa più grave, secondo me, è il clima che si respira in giro. Infatti il malcostume, i privilegi, l’arroganza, perfino la volgarità di questo potere non si riscontrano soltanto nella parte “alta” (!) della politica, ma sono largamente diffusi in ciò che va genericamente sotto il nome di amministrazione della cosa pubblica (tu ne sai qualcosa, magari anche per averne pagato un certo scotto proprio sulla tua pelle, non mi sbaglio, vero ?). Cosa fare, dunque, per modificare questo clima e purificare l’aria dalle polveri inquinanti ? Chiudere porte e finestre e stare tappati in casa, sperando di lasciare fuori le PM10 ? Non serve, perchè le polveri sono sempre più “sottili” e si infiltrano dappertutto, inesorabili, inquinano ogni ambiente. Certo, il ripiegarsi su se stessi, il rinchiudersi nel privato e così via sono una forte tentazione, non c’è dubbio. Comunque sarebbe un cedimento ! E allora ? Ebbene, voglio dirti che sono d’accordo con te sulla necessità di avere i giusti compagni di strada, in ogni momento e attività della vita, e di badare a mantenere la barra del timone nella giusta direzione: la stella polare dei principi e dei valori dai quali non si può derogare, pena la nostra sconfitta di uomini. E penso anch’io, per concludere, che durante il viaggio che tutti dobbiamo portare a termine sarà opportuno attenersi alla massima laicità, senza cedimenti, neppure sotto i colpi continui che sta menando la gerarchia cattolica aiutata dalle varie Binetti & Co.
    Ciao e ….. buon lavoro.
    Lupo.

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