memoria e altro

Lunedì, 25 Giugno 2007

memoria

La memoria é questione di censo. Le colpe dei poveri non si dimenticano: li segnano per la vita. Le colpe dei ricchi o dei potenti, già nascono veniali, sono marachelle, birbonate e si scordano presto. Per questo la strategia è quella di non smentire:si scorda prima. Che siano le inchieste di Format oppure i libri di Stella, nulla viene smentito. Neppure i verbali delle trascrizioni telefoniche. Forse perchè tutto è in larga parte vero, ma comunque già negare è troppo. E così finisce la possibilità di cambiare, di portare giustizia. L’antipolitica è nei comportamenti di chi dovrebbe essere coerente e non lo è. Questo frutto avvelenato ci cambierà la vita togliendoci diritti e nessuno pagherà il misfatto. Una ondata di populismo sta arrivando, ma non premierà quelli che hanno meno, semplicemente distoglierà l’attenzione.


Martedì, 19 Giugno 2007

propensione

ho una smodata propensione ad incasinarmi la vita, occuparmi d’altri che non sia io, a sposare cause perdute per vedere come andrà a finire. E a volte pure mi diverto.


Lunedì, 18 Giugno 2007

cos’è

cos’è che di te,
Sconosciuta,
è a me specchio:
la pudica malinconia,
la danza all’amore,
il gesto trattenuto sul pensiero che corre,
l’ingorda voglia di vedere tutto,
i fuggenti passi amici ,
la parola che folgora la mente,
la paura di ferire,
i pensieri sovrapposti come lacca ?

Ti lascio entrare,

sconosciuta,

ma seguo me
in un sottopasso di lviv,
che piango e

nel verde scrostato,

d’una parete ad olio,

mai l’umanità mi è sembrata

così senza nome.

E anche stasera il sentire non m’abbandona.

Mercoledì, 13 Giugno 2007

la differenza

La pubblicazione delle trascrizioni delle telefonate dei “furbetti” con D’Alema, Fassino,La Torre ecc. colpisce non per i reati immaginari, ma perchè scompare la differenza tra l’agire della destra e quello della sinistra. Sono tra quelli che hanno considerato la differenza e la questione morale come identità e motore dell’agire politico. Non mi sento fuori tempo per questo. Se salta la differenza, irrompe l’anti politica: vince il sono tutti uguali. Il danno irreparabile che si sta consumando è la percezione che ciò che è dovuto, non si fa e che ciò che dicevamo moralmente illecito si fa. La sinistra deve tifare per i diritti di chi è debole, indifeso, discriminato, non per le scalate del libero mercato. Occuparsi delle regole e del loro rispetto. Affrontare la precarietà del lavoro, assicurare sanità, scuola pubblica, laicità, eguaglianza, sicurezza, libertà, tolleranza. Mantenere le promesse fatte. Ciò vale per tutti quelli che sono al governo, non solo per i ds. Troppo snobismo, troppa ricerca del consenso dei potenti in economia, troppi salotti per essere amati da chi è conculcato ogni giorno.


Venerdì, 8 Giugno 2007

gazometri

I gazometri sono vestali di combustioni possibili. Totem urbani d’altri tempi, lasciano tracce di periferia tra case definite, pomposamente, centrali. Ho passato pomeriggi a guardare barconi di carbone che si svuotavano nella cokeria. Il carrello correva sospeso, si abbassava la benna, si riempiva e risaliva, sparendo nel ventre della cokeria. La sera il gazometro era, nel suo fulgore, pieno: telescopico si innalzava da terra e cresceva occupando il cielo. Noi bimbi, guardavamo, senza correlare il carbone scaricato e il gas che lo gonfiava. C’era solo l’accettazione della  meraviglia e tutto questo faceva parte del mondo: ci sarebbero state nuove meraviglie e costanti rivelazioni. Un giorno, un incendio nel vicino deposito di legnami, minacciò la cokeria. Corse subito la voce che se il fuoco avesse investito il gazometro, sarebbe saltata la città. Restammo a guardare per ore le fiamme dall’altra parte del fiume, con quel brivido strano che prova un bimbo davanti al pericolo. Alla fine quando le fiamme si spensero eravamo quasi delusi.

P. dice che lui ricorda altre cose, che erano interessanti i pompieri e che il fiume si svuotò restituendo una melma nera sui barconi. Guardando la stessa cosa i desideri sono diversi e così le percezioni.


Mercoledì, 6 Giugno 2007

sixty

oggi ho gli anni del festival di cannes, del cavallino della Ferrari, dell’alitalia. Vorrei continuare a vedere cose nuove, correre forte e volare.


Martedì, 29 Maggio 2007

utile

Utile a cosa il mettersi in piazza e poi c’è davvero una piazza nella rete? Sentimenti, sensazioni, occhi per vedere e passi di percorsi: il tutto da condividere. E’ solo un gioco, la vita è altro. Questa forza consolatoria, questo succedaneo di vita aggiunge, non elimina nulla ed evoca la comunicazione profonda. E’ tutto così normale in questa ricerca di compagnia anche se fraintesa, che quando ne ho parlato con P. mi ha guardato assentendo. Come a dire capisco, adesso ne ho bisogno anch’io, pur di non restare solo dentro di me.


Giovedì, 17 Maggio 2007

grigio

a poco, a poco

son diventato grigio:

una fuga dal coraggio,

la decisione non presa,

un dolore coccolato.

I colori diluiscono

l’immagine è ormai seppia:

fiele per rimpianti.

Di questi nuovi passi

serbo memoria,

indeciso lascio la terra che li accoglie

in cerca di colore.

Martedì, 15 Maggio 2007

percorsi 2

Ho lasciato P., il 7 maggio, alle prese con una scelta di tregua e l’inferno nel cuore. Sera di consapevolezza e come tale in odore di svolta. Le svolte hanno sapori strani: a volte subdoli, come echi lontani. Ne è esempio il caffè dopo un’ora quando il piacere se n’è andato e resta l’essenza povera della miscela ad infastidire il gusto. In questi casi solo un nuovo caffè ripristina l’equilibrio gusto-olfatto-endorfine. Mirabile insegnamento, ma in realtà povero di nuove scelte e svolte. A volte la consapevolezza è luminosa, si rivela nella sua intima verità, era in attesa, già conosciuta eppure non compresa nell’essenza. E’ il caso che P. preferisce perchè il cambiamento è già avvenuto dentro e non causa dolore. E’ un amore finito di cui restano sorde possibilità inespresse, mentre la passione travolgente è ricordo dolce. Quella sera il cambiamento si è presentato nudo, come dolore puro. Privo di alternative. Cristallino nella sua essenza. Incontrovertibile nella logica. Per capire serve una pausa e P. si deve allontanare dal sè doloroso. Ha scelto di vedere e non di essere visto, di non parlare. Quindi cinema. Ed è tornato al cinema più volte in questa settimana, come terapia. Il film è pausa, quanto basta in questo momento. Serve allo scopo, aiuta a mantenere un legame con la realtà, non impone una scelta come conseguenza di un colloquio. Raccolgo la confidenza di P., mi racconta di adesso. Un tempo era molto amico. Si fida, anche se probabilmente non mi stima quanto vorrei. Sa che non posso aiutarlo oltre un certo limite, ma affascina: rivela le mie contraddizioni e mi coinvolge. Si rivela un percorso di età, di ambizioni perdute, di percorsi sbagliati perchè non contraddittori . Adesso il tema è leggere attraverso P. questo tempo di vita. 

Lunedì, 7 Maggio 2007

percorsi

Mettiamo che in una qualsiasi sera d’aprile, quasimaggio, un pò per consapevolezza e un pò per intuizione, il nostro protagonista (d’ora innanzi P.) si accorga, che molto di quanto ha fatto e pensato e vissuto, non era poi così importante. Che fare programmi non è il massimo dell’intelligenza, che le persone, anche quelle care, sono libere di muoversi come meglio credono/sentono. P. respira a fondo. Si siede e non riconosce la città in cui è cresciuto. Di più, gli sembra che una immane commedia sia in corso e che i partecipanti/attori siano consapevoli. Almeno in parte. Passa un volto noto. Saluta e parole senza sostanza si spandono tra volti. Con un sorriso gli pare di vedere le parole, trasformate in lettere, che escono e si sciolgono prima di arrivare: un mucchietto di impalpabile cenere di conversazione li unisce. Il mestiere lo aiuta per troncare con le frasi fatte usate all’uopo. Adesso la sera avanza, ma è la notte che fa paura. La notte dei sentimenti, delle prospettive. Ricorda P. che basta ripetere gesti semplici per tenersi assieme. Ma tenersi assieme non è vivere. E lo sa. Allora ricorda NIetsche: non guardare troppo l’abisso, altrimenti, l’abisso guarderà te. Se qualcuno sa davvero cos’è la solitudine può parlare con il nostro protagonista, che tra poco lasceremo, mentre medita. La solitudine è il vuoto che aspira i pensieri e le speranze, le certezze e le illusioni. P. con un sorriso pensa ad una cronaca ciclistica di tanti anni or sono:” un uomo solo al comando, è Fausto Coppi”. Coppi non era solo, quella volta: aveva una meta e l’italia che gli facevano compagnia. E’ stato molto più solo quando per seguire il cuore, l’hanno messo sui giornali, processato, isolato. Il nostro P. che non è un campionissimo, pensa alle sue vittorie troppo simili alle parole scambiate prima. Cosa si concederà secondo Voi, stanotte? Il ripasso di Puer Eternus di Hillmann, un film, una visita ad una persona gradita, una lettura  a casa, una pizza? Continua…

6 pensieri su “memoria e altro

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