Il vicolo dove abito è a 200 metri dal luogo in cui ho il primo ricordo di me. Avevo poco più di due anni e d’estate, la mamma mi caricava sul sellino della Legnano per andare ai bagni sul fiume. Dalla bici la città scorreva negli occhi come un film. Dopo il Prato, il Corso e, proprio davanti al bar bologna, dopo tanto sole, si entrava nell’odore dell’ombra del mastio. Ero alla soglia del profumo del fiume che cresceva dall’androne, attraverso il boschetto e il campo di sabbia per distillare, infine, nel misto di sapone, di doccia e di acqua di canale. Credo che da allora, gli odori siano stati importanti nella mia vita, tanto che delle persone e le cose conservo il ricordo dell’odore assieme al resto. In quel primo ricordo c’è mia madre giovane, prima in canotta e gonna e poi nel costume di allora. E’ accanto a me, che ho il cappellino di paglia e tanta sabbia in cui giocare, nel profumo d’alberi e canale. Poi tutto si mescola: brandelli di parole, fotogrammi di ragazzi grandi (chissà quanto grandi? ) che giocano a pallone, il profumo dei pezzetti di pesca. Frammenti tenuti assieme dall’olfatto, come se la vita fosse cucita dagli odori.
Adesso che abito a 200 metri, stasera guardo l’androne, dal mio aperitivo, sò che oltre quella porta ci sono io bambino che odoro di mamma, latte, giochi e sudorino. Una compagnia da accogliere e tenere con amore perchè adesso tocca a me, gli altri hanno già dato.
non sai quanto significato abbia il tuo scritto per me, tanto da emozionarmi. Io come te conservo indelebile il ricordo e l’odore delle cose. Mio malgrado se passo per le strade della mia infanzia e, più avanti, per quelle della mia giovinezza, che per uno strano magico e crudele insieme gioco del destino si intrecciano continuamente, rivivo ogni istante percependo anche la sensazione tattile, intera e rotonda, di ognuno di quei momenti. nella vecchia casa dei miei, in vendita, passando davanti al bagno mi sono fermata con un tremito…ho rivisto mia mamma al lavandino a lavare quattro cose con furia e dolore, il volto rosso, il maglioncino nero a collo alto, nel giorno della morte di mio padre.
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sono belli da coccolare i ricordi-bambini.
buona giornata, willy…ora i fiumi sono inquinati e la gente si fà il mutuo per andare a shaaaaarm, con le palme di plastica e i cammelli finti. Non si sà se siano più felici. Mi sa di no.
minnie-che-andava-a-varigotti
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il mio è ricordo di erba appena tagliata, dell’erba del giardino dove sono cresciuta facendo giochi da maschietto perché il mio compagno di giochi era un maschietto, si giocava ad acchiappare le lucertole a scavare la terra per trovare lombrichi da far strisciare su un muretto…e si rimaneva in giardino anche quando i giardinieri erano lì per tagliare l’erba…avevo quattro anni anche se non è questo il mio ricordo…
io e mia madre l’altro ieri abbiamo fatto vedere a mio figlio una foto della mia classe dell’asilo e lui mi ha trovata subito sono come lui persino nei capelli da maschiaccio e la faccia di sfida lui non ha avuto dubbi…
Cristina
http://www.cicciapasticcia.ilcannocchiale.it
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volevo dire che non è questo il MIO PRIMO ricordo…
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quante volte camminando anche in posti sconosciuti si percepisce un odore che ci è caro? un profumo anche fatto di fiori…i fiori che la mamma metteva sul tavolo, fiori di campagna
manca quel profumo di tempi puliti, quando ogni cosa profumava di fresco e ingenuo
spero che chi inizia a camminare oggi possa avere come me e te quel profumo di bei momenti
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mi piace l’idea del profumo di tempi puliti e non perchè questi siano sporchi, ma perchè l’età dell’innocenza continua quanto vogliamo noi. a dispetto di tutto e di tutti. E come per un gioco serale, uno di noi arriva e tocca, dicendo : “liberi tutti”.
Mi piace il Vostro profumo. grazie.
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da bambina vivevo praticamente nella pasticceria di mio padre ed i miei primi e più profondi e radicati ricordi (anche olfattivi) sono legati a quel posto. anche mio padre, ad annusarlo, sapeva di pasticceria. quando tornava a casa sapevo riconoscere perfettamente l’odore che si portava addosso, sapevo se quel giorno aveva preparato la pasta sfoglia o la pasta frolla, se aveva fatto delle torte o i pasticcini di mandorle, i bignè o i cannoli… era fantastico! e ancora oggi, quando sento alcuni di quei profumi mi ritrovo ad occhi chiusi a riviviere quei momenti. la vita passa e ci cambia, ma ho la sensazione che alcuni odori siano immutati ed immutabili nel tempo. mi piace molto.
bello Willy, grazie per avermelo fatto ricordare
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ricordo il profumo di mia nonna materna. nonna Ietta, come la chiamavo io sin da quando ho imparato a parlare. non solo della sua casa, con un ampio e luminoso soggiorno invaso dalle piante, fra cui viveva e svolazzava libera una tortora. ma proprio il profumo che emanava la sua persona, la sua pelle candida e liscia nonostante l’età avanzata, i suoi capelli lunghissimi che teneva sempre raccolti in una strana crocchia. da poco ho risentito quel profumo e ho avuto un attimo di smarrimento e stupore. mia madre. con il passare degli anni ha stranamente assunto lo stesso profumo di sua madre. ho provato nostalgia, malinconia. vorrei tornare per un giorno indietro, mi basterebbe solo un giorno, da passare con mia nonna, stare seduta in cucina a guardarla e ad ascoltarla. chiederle la ricetta della sua torta, non l’ho mai fatto e quando avrei voluto non era più possibile.
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che meraviglia…
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Io ricordo il profumo (si, per me erano profumi, e ancor più, emozioni) un po’ muffo della casa di montagna quando la aprivamo l’estate, e al ritorno l’odore di chiuso di casa. Il profumo della mimosa in fiore che mi faceva dilatare le narici persino dentro la caserma. Il profumo dell’erba tagliata di fresco al campo sportivo. Il profumo di gomma della palestra di scuola (ecco, questo è un flashback che ho in questo preciso istante).
Poi ci sono i profumi delle persone. E qui si aprirebbe tutto un altro capitolo.
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Ho letto il tuo post ieri notte, Willy, ma torno solo ora a commentare. Quanta dolcezza in poche righe. Ma la cosa che piu’ mi ha colpito, e’ la mancanza di malinconia. Non un nostalgico sospiro sui ricordi del passato, ma la consapevolezza del custodire quei ricordi con amore, guardando avanti e sapendo che sta a noi continuarli, tenerli vivi.
Un sorriso, buona estate, e …liberi tutti 🙂
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una madeleine, marcel?
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gli odori che non dimentico sono quelli degli abbracci.
e mi diverte quando mi accorgo che qualcuno, abbracciandomi, mi annusa. il primo, il più buono era quello della sera in braccio a mia mamma. poi ce ne sono stati tanti altri.
è bello il liberi tutti, eh?
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ma che begli odori che si sentono da queste parti.
vedi Willy, siamo tutti cuore e naso. è bastato un tuo cenno e si sono sprigionati gli odori più belli che ciascuno di noi possedeva…
avevo dimenticato quanto fosse piacevole quella sensazione del tocco e… “liberi tutti”. proprio bello, si.
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