Quasi tutti allegramente inadatti, ci siamo cimentati con spettri enormi: il potere, l’autorità, l’università, l’economia, l’amore, i sentimenti, la politica. E’ durata due anni (sempre lenti in Italia, a Berkeley era durata 6 mesi) questa rivoluzione, che adesso chiamano borghese, ma è difficile dire che non abbia migliorato la condizione di chi borghese non era. Nel ’70 la parte pubblica della festa era ormai finita e la sabbia era tornata sotto l’asfalto, però nel privato si continuava. Con energia il cambiamento metteva radici e investiva i rapporti di coppia, i modi del fare politica, il lavoro. Diranno che tanti, già in quegli anni sono passati dall’altra parte ed è vero, avevano perduto l’entusiasmo e tornavano nei ranghi. Succede sempre. Solo dopo l’allegria è sfumata in sconsideratezza e il principio del piacere l’ha fatta da padrone. Magari abbiamo fatto danni, ma davvero siamo più infelici dei nostri genitori? Gloriosamente instabili, a volte vecchi immemori, spesso approssimativi nella contemplazione delle nostre imprese. Eppure resterà traccia di tutto questo, a dispetto dei critici del ’68. Anche se ha fatto bene mia madre a vendermi l’eskimo e il motorino finchè ero militare: erano feticci e avrebbero pesato sul futuro.
PERDONA
Willy,ma personalmente avrei preferito essere io a buttare il mio eskimo e motorinio invece di mia madre.Qualche volta che mi sono permessa (e a ragione) di farlo coi miei figli,i rimproveri se non le urla,non finivano mai.E avevano ragione loro.E avevo ragione io.Ho capito la lezione.Spero e m’auguro che anche loro abbiano capito le motivazioni che mi spingevano a farlo; che le mie intenzioni erano solo buone e di sgombrare peso e spazio.Però NON stava a me,deciderlo e farlo.Bianca 2007
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