oltre le parole e persino le immagini

Ho un rigurgito di silenzio, manifesto rispetto per il cuore rigato di lacrime. Oltre le parole c’è una terra di nessuno dove ciascuno prende. Chi il necessario per vivere e chi non s’accontenta, scava ancora verso quel liquido nero e rosso, che ammala le radici, che non ha nomi, che si nutre della luce del giorno e l’aspira senza sazietà. E’ più semplice ascoltare, lasciando gli occhi vivi, mentre il cuore non dice, chiede al cervello di ragionare,  di mettere in fila parole che non ci riguardano. Non c’è ragione in profondità, neppure comunicazione, solo dialogo tra sé. A volte il cuore è spugna che vuole infinita tenerezza, e poi s’accontenta di umanità. Non aver più parole significa abbandonare i pensieri altisonanti, le identificazioni che aiutano la diversità, perché l’essere bizzarro che c’è dentro pretende una regola propria e assoluta. E in quella si consuma in silenzio, in solitudine.

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