non c’è limite all’inutile

La paura dello scrittore, del fotografo, del poeta, del pittore non è non aver nulla da dire, ma come dirlo e con quale fine. Fuori e dentro di sé, è il troppo della realtà che satura il dire e quando essa s’interseca con l’immaginazione emerge un infinito attingere. La misura di ciò che si vale si risucchia in un vuoto dove il senso proprio diviene dubbio d’essere compreso. Si prova e spesso emerge l’insoddisfazione e ciò che blocca questo flusso di idee, stimoli, di visuali che superano il vedere, di intuizioni a fiotti che sembra inesauribile, è l’attenzione, l’ascolto ricevuti. Quando la realtà mostra un suo particolare rivelatore, un insieme che ne decifra l’evolvere, c’è una spinta a tradurlo in visione, ma essa diviene immediatamente inutile se non ha un’interlocuzione. È l’interpretazione che si priva gradualmente dell’attore e quindi lascia la scena vuota. Avete mai pensato cosa si vede da un palcoscenico, quale calore emanano i corpi nella sala, come si debba impedire alla propria testa di pensare che infinite teste e pensieri si stanno intersecando nell’ombra generata dalle luci; e che chi vede e sente e annusa deve rovesciare il canone tra ciò che pensa e sente. Riportarsi a sé per essere interprete e convincere; non solo rappresentare ma mostrare una verità nuova e prima sconosciuta. Per farlo deve creare una solitudine che comunica con infinite altre solitudini. E se il teatro, come la vita, è fintamente pieno o quasi, subentra allora la considerazione dell’inutile dire e della passione nel farlo. L’inutile non ha limiti, e neppure è inutile perché per il solo fatto d’essere considerato, diviene utile. La passione ha ancora meno limiti se non si svolge nel desiderio, se non trova uno sbocco nell’azione. Destinata ad implodere in sé, si autoalimenta, diviene il confine nel quale tutto può essere giudicato inutile o meno alla sua crescita, alla sua stessa vita. Questa è la condizione della verità o della menzogna, di ciò che viene comunicato, portato alle coscienze, fatto pensiero e poi parola e ancora significato. E non c’è limite, perché ogni moda elide la precedente, ogni passione divora ciò che l’ha preceduta, ogni attimo o monade di tempo, di pensiero, di spazio occupa ciò che lo precedeva in una corsa che solo il comunicare profondo può fermare. Una corsa in cui rallentare è trovare significato. La si chiama meditazione ma è il silente irrompere di ciò che viene trascurato e che diventa protagonista umile del vivere. Come esso è nelle cose, nelle passioni, negli amori, nelle vite che vogliono essere nuove: protagonista ascoltante. 

7 pensieri su “non c’è limite all’inutile

  1. Quando mi accingo a scrivere qualcosa son preso dall’entusiasmo. Scrivo di getto ma poi mi a cirgo che tante cose non vanno. Che potevano essere espresse meglio e diversamente. Alla fine dopo tanti ripensamenti e modifiche il risultato è spesso molto diverso da quel che all’inizio era stato concepito.

  2. Credo accada a tutti che dopo l’entusiasmo c’è il ripensamento e, per me il senso dell’incompiutezza. Ma credo vada bene così. Un buon fine settimana a te Voltaire. 🙂

  3. Ed eccomi, ancora una volta, qui da te, Willy …. ad errare lungo corridoi che non hanno mai fine, su cui si affacciano usci che introducono a stanze che si aprono l’ una nell’ altra …. all’ infinito !
    Nostalgia ???
    Sì ….
    Malinconia ???
    Sì …. e tanto, tantissimo altro, come avviene in un sogno che le prime luci dell’ alba non spengano più : poichè il mondo è per me assai brutto, dacchè persi mia figlia, mentre bellissimo è il Tempo, poichè posso ripercorrerlo all’ incontrario, fino a by-passare quel maledetto 30.4.2019 quando lei, intubata nell’ Ospedale Maggiore di Verona, emanando il suo ultimo sorriso fra le braccia di sua madre …. quasi a rassicurarla “Non preoccuparti, mamma …. ce la farò a guarire” !, se ne andò per non tornare mai più ! 😦
    Ps : la bellezza e l’ acutezza dei tuoi post, mio caro Amico piemontese …. mi emoziona sempre !
    Cavaliereerrante

  4. Caro Bruno, non ci sono parole per dire qualcosa di sensato al tuo dolore. Da quando me ne parlasti, non l’ho scordato e se il pensiero torna a te, c’è un velo di tristezza. So che hai i nipoti, penso che nulla possa attenuare la pena, ma di certo tu puoi fare molto perché tua Figlia abbia in loro una presenza. Sono sicuro che lo fai e pensalo come un discorso che continua con Lei. Ti abbraccio Forte.

  5. Grazie … Willy !
    Di giorno, effettivamente, la presenza impegnativa dei miei due nipotini ( Alessandro di 6 anni e Lorenzo di 3 … ) mi aiuta assai a non pensare alla loro sfortunata mamma, ma di notte … di notte, quando mi alzo dal letto, entro nel mio studiolo e accendo il piccì, mi riassale il suo ricordo …. e mi tormentano, senza soluzione di continuità, quelle due strazianti parole : mai più …. MAI PIU’ ! 😦

  6. Caro Bruno, tu sei moltissimo per i tuoi nipotini. Il tuo dolore è altra cosa, fa che in loro ci sia gioia e il grande amore che hai dentro di te. Ti Abbraccio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.